Ecco il pdl di modifica e aggiornamento del Piano socio sanitario che il gruppo PD, assieme alle civiche “Moretti”, ha depositato prima della discussione del PDL23, alias Azienda Zero.
E’ infatti per noi fondamentale modificare prima il Piano Socio Sanitario e poi attivare le leggi conseguenti.
Vogliamo infatti salvare il sistema sociosanitario, fortemente e forse irrimediabilmente compromesso, dall’attuale Pdl23 di Zaia.

Non si proceda all’esame del pdl 23 senza prima aver affrontato la modifica e l’aggiornamento del Piano Socio Sanitario! Questa è la richiesta del Partito Democratico!

Che vi sia questa necessità lo dimostriamo depositando la nostra proposta di Piano Socio sanitario contenente le linee guida di una vera (e non improvvisata) riforma del sistema sociosanitario veneto.

In primo luogo affrontiamo il tema della configurazione del perimetro delle Ulss: si propone di ridefinire il bacino di riferimento delle Ulss, adottando come parametro un numero di abitanti compreso tra i 400.000 e 500.000 abitanti, eccezion fatta per la specificità del territorio montano e del polesine. E’ un passaggio fondamentale, da sottoporre a nostro parere al giudizio delle Conferenze dei Sindaci, e che è diventato obbligatorio dopo che il Presidente Zaia ha infranto l’obbiettivo delle ulss provinciali e ha creato il sistema “arlecchino”. Non possono essere motivi politici a disegnare i perimetri delle Ulss, ma criteri e modelli organizzativi e di efficacia assistenziale!
LEGGI IL TESTO PROPOSTO DAL PD CHE TROVI IN ALLEGATO

La principale preoccupazione è comunque garantire la specificità del modello veneto ovvero l’integrazione sociosanitaria. Per questo proponiamo che la Conferenza dei Sindaci, il Piano di zona, i Distretti e i Dipartimenti di Salute mentale, di Prevenzione e delle Dipendenze abbiano la medesima dimensione territoriale e cioè il perimetro delle ulss così come previste dalla legge regionale 56 del 1994. Ovvero siano configurati sulle 21 ulss ora esistenti!

Ogni Distretto, nella organizzazione territoriale, dovrà prevedere un’unità operativa complessa (UOC) di Cure Primarie, un’ UOC Infanzia Adolescenza Famiglia e Consultori Familiari, un‘UOC  per la Disabilità e la Non autosufficienza, un’UOC per le cure palliative, un’UOC per le attività specialistiche, un’UOC per il sociale con il compito anche di collaborare con il direttore dei servizi sociali e delle funzioni territoriali.

La nostra proposta si sofferma anche sulla rete degli ospedali generali pubblici e privati accreditati della RegioneVeneto: oltre al modello hub e spoke dovranno essere configurati in base al Decreto ministeriale 70 del 2015, la cui classificazione deve valere per ogni ospedale in riferimento ai requisiti minimi tecnologici, specialistici ed organizzativi caratteristici del livello di appartenenza nella rete ospedaliera e nella rete dell’emergenza urgenza. L’individuazione delle strutture di degenza e dei servizi che costituiranno la rete assistenziale ospedaliera dovrà essere progressivamente effettuata in rapporto ai bacini di utenza come indicati nello stesso  DM 70/2015.

La novità di maggiore impatto è senza dubbio la proposta dell’Agenzia Veneta socio-sanitaria per l’esercizio di funzioni tecniche e amministrative di supporto( gare, concorsi, informatizzazione, acquisti…) alle Unità Locali Socio Sanitarie (ULSS), alle Aziende Ospedaliere, all’Istituto Oncologico Veneto (lOV) e agli altri enti del servizio socio sanitario regionale veneto. Non un altro carrozzone tipo Veneto Sanità, ma l’accordo tra i Direttori Generali per raggiungere gli obbiettivi di razionalizzazione del sistema e di lotta agli sprechi!

Non meno importanti le misure previste per l’abbattimento delle liste d’attesa: le Ulss e le Aziende Sanitarie  dovranno adottare un programma straordinario per ridurre i tempi di attesa. Proponiamo l’attivazione di progetti innovativi come il CUP On Line, per prenotare l’appuntamento in modalità self service, il ReCall, sistema automatico regionale che contatta l’assistito per ricordare via telefono, sms, APPs, la visita in scadenza, la cancellazione on demand, sistema automatico con il quale l’assistito comunica (H24) la cancellazione della sua prenotazione via telefono  e via APPs, il pagamento Ticket via smartphone, per evitare all’assistito una ulteriore fila alle casse al momento dell’erogazione della prestazione

La Regione Veneto deve al più presto attivare in tutte le Ulss del Veneto il Fascicolo Sanitario Elettronico   contenente la storia clinica di ogni persona; è ormai lo strumento fondamentale di prevenzione, di controllo farmaceutico, diagnostico e specialistico, di monitoraggio dell’appropriatezza delle prestazioni e dell’idoneità assistenziale.

Alcune novità rilevanti riguardano anche le strutture pubbliche di assistenza agli anziani: per le IPAB – centri servizi residenziali – autorizzate e accreditate che gestiscono servizi per anziani autosufficienti e non autosufficienti l’Irap è ridotta di 3 punti percentuali. Inoltre, La quota sanitaria o cosiddetta impegnativa capitaria  viene aumentata dello 0,5% se il paziente viene ospitato in una struttura residenziale pubblica o ipab.

Per il triennio 2016/ 2017/2018 proponiamo la sospensione dell’autorizzazione  alla costruzione di nuovi Centri Servizi residenziali per anziani non autosufficienti perché vi sono ormai più di 5000 posti letto privi dell’impegnativa (quota) sanitaria e le famiglie sono così costrette a pagare 3.000 euro al mese.

Ci siamo cimentati in una proposta “forte” di programmazione, che dovrebbe essere ciò che fa la maggioranza, per dimostrare la superficialità con la quale la Lega ha affrontato la riforma; una superficialità che sta portando destabilizzazione e confusione a tutti gli operatori e a tutti i cittadini, e sta portando a bilanci che si profilano sempre più in rosso!


ultima-versione-pdlr-modifiche-alla-legge-regionale-piano-socio-sanitario.pdf