Venezia, 16 apr. 2018  - “L’incendio di domenica nell’impianto di trattamento rifiuti a Povegliano Veronese è l’ennesimo caso di un fenomeno troppo spesso sottovalutato, anche dalla Regione. Si tratta di episodi in gran parte dolosi, con modalità mafiose, è bene dirlo senza giri di parole”.

Lo affermano, in una nota congiunta, i consiglieri regionali del Partito Democratico, Andrea Zanoni e Orietta Salemi, che commentano così “quanto accaduto ieri mattina in una ditta che gestisce rifiuti: fiamme domate dopo ore e invito del Comune rivolto ai cittadini a non uscire di casa e a tenere chiuse le finestre”.

“Non si tratta di fare allarmismo – esordiscono i consiglieri Democratici -  ricordiamo le parole del Procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho, pronunciate il 26 marzo scorso a Treviso, nel corso di una conferenza organizzata dal Prefetto Lega: ‘Ci sono tanti incendi? Sono la modalità tipica delle mafie, e della ‘ndrangheta in particolare, per intimidire ed estorcere denaro’”.

“In occasione di quel convegno – ricordano i consiglieri Dem - la Giunta Zaia si fece notare per l’assenza dei propri rappresentanti. Eppure, quello affrontato è un problema che ci interessa da vicino: sono 250 gli incendi in impianti di trattamento rifiuti in Italia negli ultimi quattro anni e quasi la metà (124, pari al 47,5%) sono avvenuti al Nord. E ben quattro pagine della relazione della Commissione Ecomafie dello scorso gennaio sugli incendi sono dedicate ai casi accaduti in Veneto”.

“Nel corso della legislatura - continuano il Vicepresidente della Commissione Ambiente e Orietta Salemi - abbiamo presentato numerose interrogazioni chiedendo alla Regione verifiche serie e urgenti sulle attività di questi centri, perché o ci sono dei problemi nell’applicazione delle norme sulla sicurezza e sulla prevenzione degli incendi, oppure c’è dietro un disegno mafioso. È certo, però, che gli episodi sono troppi per parlare di casualità. E infatti spesso dalle indagini degli inquirenti risultano essere dolosi. La Regione, però, non ha evidentemente la stessa percezione della pericolosità, basti pensare alle lungaggini e alle traversie che hanno accompagnato la nascita dell’Osservatorio per il contrasto alla criminalità e alla mafia”.

“Non bisogna poi dimenticare le conseguenze sulla salute di questi roghi– concludono Andrea Zanoni e Orietta Salemi - Le analisi di Arpav faranno chiarezza sulla presenza di diossina. Comunque, ogni volta che si verifica un incendio presso un Centro rifiuti, vengono emessi in atmosfera prodotti della combustione in quantità elevatissime, con ripercussioni negative sull’inquinamento dell’aria che, così come in Europa, è già causa, ogni anno, di 470.000 decessi prematuri”.