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Zanoni plaude allo stop all’ampliamento dell’aeroporto Canova

La Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del Ministero dell’Ambiente ha stroncato il progetto che prevedeva l’ampliamento dell’aeroporto “Canova” di Treviso. L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «La decisione del Ministero va rispettata. Non si può pensare di aumentare il traffico aereo e automobilistico, come prospettato dal piano di sviluppo, in una zona tra le più inquinate d’Europa».

 

La Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del Ministero dell’Ambiente ha bocciato senza appello il progetto di ampliamento dell’aeroporto “Canova” di Treviso. Il piano 2011-2030 da 130 milioni di euro presentato da Save e AerTre, le società di gestione della stazione aeroportuale, è stato cassato dall’assemblea ministeriale quasi all’unanimità, ricevendo il parere negativo di 48 componenti e due astensioni.

 

Il progetto di Save e AerTre, secondo la Commissione VIA, va ridimensionato ed è fuori discussione un aumento dei voli. La Commissione VIA ha ribadito la bocciatura già pronunciata dal Comitato VIA e dalla sottocommissione.

 

L’eurodeputato Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: «Il parere della Commissione del Ministero dell’Ambiente deve essere rispettato. L’aeroporto di Treviso si trova a soli due chilometri circa dal centro cittadino, in una posizione infelice e soprattutto in una delle aree più inquinate d’Europa. È improponibile pensare di aumentare il traffico veicolare e quello aereo che un progetto di ampliamento come quello presentato comporterebbe. Siamo costretti a vivere in una camera a gas in violazione della Direttiva Aria 2008/50/UE e siamo sotto procedura d’infrazione con una condanna della Corte di Giustizia UE pronunciata il 19 dicembre 2012. I cittadini si ammalano per la pessima qualità dell’aria che dobbiamo respirare e si muore precocemente per malattie legate ai fattori inquinanti. Il Parlamento e la Commissione europei hanno fatto sapere che da studi e ricerche risulta che l’aria avvelenata è causa di circa 500 mila morti premature ogni anno e, proprio per questo, il Parlamento ha già annunciato lo stop a incentivi a fonti rinnovabili che creano problemi all’ambiente. La Pianura Padana è tra le zone più inquinate d’Europa. Ben vengano provvedimenti come quello recentemente adottato dall’Amministrazione trevigiana guidata dal sindaco Giovanni Manildo che prevedono blocco del traffico come misura anti inquinamento. Queste iniziative sarebbero state vanificate da questo progetto di ampliamento che comporterebbe altro veleno nell’aria».

 

BACKGROUND

 

Sul progetto di ampliamento dell’aeroporto “Canova” di Treviso, l’eurodeputato Zanoni aveva presentato il 26 gennaio 2012 un’interrogazione alla Commissione europea denunciando il possibile mancato rispetto della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA). Il 5 marzo 2012 il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik a nome della Commissione faceva sapere che l’Europa  aveva inviato indagini. Il 18 novembre 2012 sempre il Commissario Potočnik aveva integrato la precedente risposta ribadendo che “in base a denunce sulle presunte violazioni sistematiche sia della Direttiva VAS che della Direttiva VIA in relazione all’ampliamento di diversi aeroporti italiani, tra cui le modifiche dell’aeroporto di Treviso, la Commissione ha lanciato un’indagine pilota”.

 

Il 13 aprile 2012, Zanoni ha presentato una seconda interrogazione alla Commissione per il mancato rispetto dell’articolo 6 della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”  visto il taglio degli alberi effettuato in zona SIC IT3240028 “Fiume Sile dalle sorgenti a Treviso Ovest” in funzione dei lavori di ampliamento del “Canova”.

 

Il 6  agosto 2012, Andrea Zanoni aveva presentato un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere il rispetto della Direttiva sulla qualità dell’aria da parte dell’Italia. Il 2 ottobre 2012, il Commissario Ue all’Ambiente, Janez Potočnik, ha risposto facendo sapere che la Commissione era a conoscenza dei problemi di inquinamento dell’aria e di aver ha adito la Corte di giustizia (causa C-68/11) in relazione ad una possibile violazione del diritto UE.

 

Secondo il rapporto “Air quality in Europe 2012” dell’European Environment Agency e relativo al periodo 2001-2010, l’Italia è il paese che ha sforato più spesso i limiti comunitari per le polveri sottili, l’ozono, il monossido di carbonio, il nickel e il benzene, insieme a Polonia, Slovacchia, Balcani e Turchia. Nerissima la maglia per l’ozono, dove nel 2010 i valori europei più alti sono stati registrati nell’Italia settentrionale, la cui concentrazione ha superato di oltre due volte la soglia limite. Sul monossido di carbonio, l’Italia è l’unico paese ad essere riuscito a sforare i limiti nel 2001, 2005 e 2010. Le maggiori concentrazioni di nickel nell’aria si registrano ancora una volta attorno ai siti industriali del Nord.

 

Il 25 febbraio 2013, Zanoni ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per denunciare le violazioni della direttiva “Aria” durante i roghi dell’Epifania in varie località del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia. Il 12 aprile 2013, il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik ha l’Europa sta monitorando la situazione italiana e che “se i valori di PM10 nell’aria si rivelassero ancora superiori ai limiti, la Commissione intende adottare ulteriori provvedimenti”.

 

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