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OGM contaminazione a Pordenone, Zanoni: “Anarchia assoluta in Italia. Denuncerò il caso in Europa”

L’eurodeputato Andrea Zanoni sulla contaminazione accertata nei terreni limitrofi a quelli seminati a OGM a Vivaro e a Mereto di Tomba (PN): “Violato il regolamento Ue di tracciabilità OGM. Gli agricoltori dei terreni contaminati facciano causa ai responsabili della semina transgenica. Denuncerò questa assurda anarchia a Bruxelles”

 

“La contaminazione da Ogm su terreni limitrofi ai campi seminati con mais Mon810, in Friuli Venezia Giulia, è una cosa gravissima dal punto di vista ambientale e anche normativo, visto che rappresenta anche una chiara violazione del regolamento comunitario sulla tracciabilità dei prodotti OGM”. E’ il commento di Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, alla denuncia di Cesare Patrone, Capo del Corpo Forestale dello Stato, della contaminazione da OGM in alcuni terreni in provincia di Pordenone. “Ribadisco con forza che è gravissimo che parlamento e governo italiani non abbiano ancora previsto delle sanzioni per chi trasgredisce apertamente il divieto di coltivare OGM perciò li invito nuovamente ad approvare subito una norma chiara e certa”.

 

“In Italia siamo in totale anarchia: c’è un divieto, non ci sono sanzioni, non sono state prese le misure di cautela e adesso c’è il danno – incalza Zanoni – Denuncerò questa situazione intollerabile in Europa e invito gli agricoltori proprietari dei terreni contaminati a fare causa ai responsabili della semina OGM Giorgio Fidenato e Silvano Dalla Libera, per chiedere loro i danni”.

 

Il Capo del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone, in un’audizione alla Commissione agricoltura della Camera, ha confermato che “i risultati dell’attività di campionamento eseguita dal Corpo forestale su terreni limitrofi ai campi seminati con mais Mon810, in Friuli Venezia Giulia, allo scopo di verificare eventuali contaminazioni ambientali a carico dei terreni coltivati con mais tradizionale, hanno dimostrato in effetti un ‘inquinamento genetico’ del mais transgenico che arriva anche fino al 10%”.

 

NOTE

 

Il 23 agosto 2013 Zanoni ha presentato all’Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale ERSA la richiesta di accesso agli atti per ottenere copia delle pagine del registro informatico, istituito dal Decreto legislativo dell’8 luglio 2003 numero 224, dove sono annotate le notifiche delle localizzazioni delle coltivazioni di OGM. Dalla risposta dell’ERSA è emerso che, oltre ai già noti terreni coltivati con mais OGM Mon 810 da Giorgio Fidenato a Vivaro (PN) e a Mereto di Tomba (UD), rispettivamente di 3.000 metri quadrati e 1.000 metri quadrati e seminati il 15 giugno scorso, ve ne sono altri 5 sempre nel Comune di Vivaro seminati due mesi prima, ovvero il 14 aprile. Questi ultimi sono intestati a Silvano Dalla Libera per un’estensione complessiva di 11.300 metri quadrati.  

 

”Il Corpo forestale dello Stato, in ragione della sua missione istituzionale di Forza di polizia specializzata nella tutela delle risorse agroalimentari e ambientali del Paese – ha detto Patrone – di propria iniziativa in agro di Pordenone e su delega della Procura della Repubblica di Udine ha svolto nei mesi scorsi dei campionamenti nei campi presuntivamente seminati a Ogm e di quelli a essi limitrofi, sia per accertare la varietà di mais geneticamente modificato coltivata, sia al fine di verificare una possibile contaminazione ambientale”. Risultati che hanno portato – ha detto – alla verifica di un processo di inquinamento ambientale. Dopo la scoperta di ‘inquinamento genetico’ nei campi vicini a quelli coltivati con mais Ogm in Friuli il corpo forestale sta attualmente verificando l’eventuale livello di contaminazione a carico degli alveari situati nelle zone limitrofe ha detto Patrone. Inoltre, ha aggiunto, si stanno estendendo i controlli anche in altre Regioni per verificare la presenza non dichiarata di mais Ogm e controllare il relativo grado di contaminazione ambientale.

 

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