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Zanoni (PD): “L’agenzia europea delle sostanze chimiche rinunci ai test sugli animali”

L’eurodeputato PD Andrea Zanoni presenta un’interrogazione alla Commissione europea denunciando la richiesta di ricorso a test sugli animali dell’agenzia europea delle sostanze chimiche ECHA per il regolamento REACH. “I metodi alternativi ci sono e vanno applicati. L’agenzia europea dia l’esempio. I tempi in Europa sono cambiati anche per la ricerca”.

 

“Perché l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) ha indicato i test su animali come procedure di riferimento nel documento di attuazione del Regolamento REACH relativo ai prodotti chimici?”. Lo chiede con un’interrogazione alla Commissione europea Andrea Zanoni, eurodeputato PD vice presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo. “Si tratta di un’indicazione inspiegabile visto che sono già state validate alternative che non comportano l’utilizzo e uccisione di animali. L’ECHA non deve aver paura di innovare e abbandonare metodologie di ricerca ormai obsolete rispondendo in questo modo alla sensibilità di sempre più europei che non vogliono più animali sacrificati nei laboratori”.

 

Zanoni chiede conto alla Commissione europea del documento diffuso dall’ECHA relativo all’attuazione del Regolamento REACH (articoli 50 e 51 n. 1907/2006) “Decision on a compliance check of a registration pursuant to article 41 (3) of regulation (EC) no 1907/2006” dove vengono richiesti test in vivo per cui esistono alternative (irritazione oculare e cutanea o tossicità acuta) e altri per i quali è possibile ovviare al ricorso a modelli animali (come sensibilizzazione cutanea e mutagenicità).

 

L’eurodeputato si unisce al grido delle associazioni come la LAV denunciando l’inerzia culturale e gli ingenti interessi economici che causano inutili e atroci sofferenze a milioni di animali nei laboratori europei. “Anche l’ECHA deve rispettare i dettami della Direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici che sancisce come gli Stati membri devono assicurare il principio della sostituzione, della riduzione e del perfezionamento” prediligendo “la promozione di approcci alternativi e la divulgazione delle relative informazioni”.

 

“Il regolamento REACH non deve costituire un’eccezione alla graduale sostituzione degli animali nei laboratori con metodi alternativi. L’Agenzia europea dia il buon esempio e dica addio alla ricerca del passato”, conclude l’eurodeputato.

 

 Ufficio Stampa Eurodeputato Andrea Zanoni

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