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Zanoni (PD): “Gravi ritorsioni sul posto di lavoro nei confronti di donne incinte. La Regione si attivi per garantire effettivamente le pari opportunità”

Venezia, 9 giugno 2017 – “Una donna resta incinta durante l’apprendistato e deve fare i conti con il mobbing del datore di lavoro, un’altra annuncia la gravidanza al titolare e le viene risposto di pagare di tasca propria la sostituta, lasciando in azienda l’assegno Inps per la maternità minacciando il licenziamento. Sono due episodi accaduti non a inizio Novecento, bensì nel giro di poche settimane in provincia di Treviso. Episodi ben esemplificativi di una situazione gravemente discriminatoria nei confronti delle donne che si trovano a dover scegliere tra maternità e professione. Servono politiche vere per le pari opportunità e per conciliare tempi di lavoro e cura. Cosa sta facendo su questo versante la Regione?”. La domanda, tramite un’interrogazione a risposta immediata, è di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, sottoscritta dalle colleghe Alessandra Moretti e Cristina Guarda di AMP.

L’esponente dem cita i due casi del Trevigiano, entrambi denunciati dalla Cgil. Il più recente riguarda una 27enne che dopo aver annunciato la gravidanza si è trovata di fronte a un vero e proprio attacco dell’azienda, con tanti episodi ‘ostili’ fino a vedersi togliere scrivania e computer, per farle capire senza tanti giri di parole che non era gradita. Situazione simile, sempre nel Trevigiano, per una donna di 25 anni a cui è stato ‘proposto’ di pagare lo stipendio alla sostituta durante la maternità, facendo leva sulla sua precarietà del contratto, anche qua di apprendistato. “È inaccettabile trovarsi di fronte a simili ricatti, spesso nei confronti di persone che non hanno piena conoscenza dei propri diritti”.

“Anche la Regione può fare la propria parte per invertire questa tendenza. Nel primo comma dell’articolo 33 della legge 3 del 2009 è messo nero su bianco che ‘favorisce le pari opportunità concorrendo, con iniziative proprie od attuative della normativa statale in materia, al finanziamento di progetti finalizzati all’affermazione dei principi di parità nelle più diverse articolazioni nel mondo del lavoro in particolare finalizzati a favorire l’ingresso, la permanenza e il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro, nonché il superamento di ogni forma di discriminazione’. Mi chiedo e lo chiedo alla Giunta Zaia quali siano in concreto questi progetti e quali azioni positive hanno in cantiere per evitare episodi analoghi in futuro. È grave che nel 2017 una donna debba vivere la maternità come un senso di colpa o una malattia”.

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