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Zanoni (PD): “Criminalità organizzata, il Veneto è ai primi posti per numero di reati. Sulla Legge regionale 48/2012 ci sono ancora troppe inadempienze”

“Il Veneto è nella poco gratificante ‘top ten’ della criminalità in Italia. I dati delle relazioni della Direzione Investigativa Antimafia, illustrati ieri in IV Commissione confermano che è necessario non solo non abbassare la guardia, ma passare a un’azione ben più incisiva”. Questo il commento del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni dopo la seduta di ieri dedicata allo stato d’attuazione della Legge regionale 48/2012, come chiesto dallo stesso Zanoni insieme al collega Claudio Sinigaglia, vicepresidente della Commissione.

“La nostra regione è al quinto posto per i reati di usura ed estorsione, al settimo per concussione, all’ottavo per i reati di riciclaggio che sono stati denunciati e al nono per quelli di estorsione. Nel 2014 ci sono state decine di beni immobili e aziendali confiscati, 37 a Venezia, quindi Verona (25), Belluno (11), Padova (7) Rovigo (3), Treviso (3) e Vicenza (2) e 955 operazioni finanziarie sospette solo nel primo semestre. Per reati associativi, oltre a numerosi italiani, sono stati denunciati 22 albanesi, 45 rumeni, 54 soggetti provenienti dalle repubbliche ex sovietiche e 30 dal Nord Africa. Cifre importanti che devono far riflettere Zaia e la sua maggioranza, che troppo a lungo hanno sottovalutato la questione delle infiltrazioni della criminalità organizzata. Basti pensare all’interminabile iter, quasi cinque anni, che ha portato alla nomina dei membri dell’Osservatorio, approdata in aula solo lo scorso 14 febbraio. E proprio sull’Osservatorio – continua Zanoni – non c’è chiarezza. Ho chiesto al funzionario che ci ha presentato la documentazione chi deve convocarlo, ma non abbiamo risposte certe in merito. Pare che sia compito dell’Ufficio di presidenza del Consiglio, però nella legge non è scritto nero su bianco e siamo a rischio di ulteriori ritardi”.

Ma non c’è solo l’Osservatorio. L’attenzione del consigliere dem, infatti, si concentra sulla Legge 48/2012 nel suo complesso: “L’incontro di ieri ha evidenziato come ci siano ancora troppe inadempienze. Per esempio non abbiamo notizie sulle misure per i finanziamenti agevolati a favore delle Pmi per prevenire il ricorso all’usura, oppure delle azioni educative e culturali per favorirne l’emersione e la denuncia, così come del Fondo di garanzia per l’uso sociale dei beni confiscati a favore delle organizzazioni criminali o degli interventi a favore delle vittime di fenomeni di violenza e sfruttamento connessi al crimine mafioso. Insomma, nonostante le numerose sollecitazioni, la partita è ben lontana dall’essere chiusa”.

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