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Piano acque. Zanoni (PD): troppa manica larga e troppa fretta

(Arv) Venezia 3 set. 2015 – “Le modifiche proposte dalla Giunta regionale al Piano delle Acque sono troppo di manica larga. Da un lato si dilazionano fino al 2018 i tempi concessi per adeguarsi alla normativa, dall’altra vengono inserite deroghe sul minimo deflusso vitale dei fiumi. La cosa più preoccupante è che nessuna modifica è prevista per la prevenzione dell’inquinamento da sostanze come il mercurio e i PFAS che, ad esempio, hanno recentemente contaminato le acque di falda di vaste aree della nostra regione”. Il giudizio viene da Andrea Zanoni (PD), vice presidente della Seconda Commissione dove oggi è stata esaminata “una serie di provvedimenti tutti concentrati in un un’unica seduta. Lo trovo un modo di lavorare che va contro la necessità di affrontare in profondità tematiche rilevanti come questa. La fretta è del Diavolo, la lentezza è di Dio – punta l’indice l’esponente democratico – e credo sia doveroso concedere tempi adeguati anche per organizzare nel migliore dei modi le audizioni e raccogliere i contributi dei territori e delle associazioni di categoria e di volontariato”.

“Altrimenti – aggiunge il vicepresidente della Commissione – il rischio è di varare norme che poi vengono contestate per via giudiziaria, come sta accadendo nel caso del Piano dei rifiuti regionale, impugnato al Tar del Veneto da ben otto aziende che operano nel settore”.

Zanoni inoltre commenta il provvedimento riguardante la riforma della Commissione VIA e delle procedure di valutazione di impatto ambientale su grandi opere e impianti: “E’ necessario valutare e specificare in modo più preciso la presenza in Commissione di consulenti esterni, a garanzia della terzietà. Sempre su questo fronte è dall’altro lato positivo che si voglia affrontare la separazione tra le figure del controllore e del controllato. Un principio questo che è stato sancito lo scorso anno con la nuova direttiva europea sulla VIA, grazie ad una proposta che presentai in veste di relatore al Parlamento Europeo”.

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