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«L’Ue fermi il progetto di allargamento del canale Contorta – Sant’Angelo nella laguna di Venezia»

 L’eurodeputato PD Andrea Zanoni ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, denunciando la possibile violazione delle normative comunitarie nella realizzazione del progetto che prevede l’ampliamento del canale Contorta – Sant’Angelo (VE) per consentire il passaggio delle Grandi Navi.

 

«L’Europa verifichi il rispetto della normativa ambientale UE. Si sta procedendo senza aver valutato a sufficienza la realizzabilità di progetti alternativi e senza informare i cittadini» «È stata recentemente individuata quale soluzione, attraverso una procedura di dubbia legittimità, l’allargamento del canale Contorta – Sant’Angelo, considerato opera propedeutica alla realizzazione di un percorso di navigazione alternativo a quello lungo il canale della Giudecca». Lo afferma l’eurodeputato PD Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, presentando un’interrogazione alla Commissione europea in cui si denuncia che «non sarebbero state adeguatamente valutate possibili soluzioni alternative che non necessitino attività di scavo, maggiormente rispettose del precario equilibrio della laguna».

 

«Il transito delle “Grandi Navi” all’interno della laguna di Venezia è causa di intensi fenomeni erosivi che ne stanno modificando la morfologia e che mettono in pericolo non solo l’ecosistema lagunare, ma persino la salvaguardia della città – ha spiegato Zanoni – È stata recentemente individuata come soluzione, attraverso una procedura di dubbia legittimità, l’allargamento del canale Contorta – Sant’Angelo. Secondo gli oppositori al progetto, tuttavia, non sarebbero state adeguatamente valutate possibili soluzioni alternative che non necessitino attività di scavo, maggiormente rispettose del precario equilibrio della laguna che integra il Sito d’Interesse Comunitario (SIC) IT3250030 “Laguna medio – inferiore di Venezia” e quello IT3250031 “Laguna superiore di Venezia”, nonché la Zona di Protezione Speciale (ZPS) IT3250046 “Laguna di Venezia”. Le attività di escavazione richieste movimenteranno più di 7 milioni di metri cubi di fanghi inquinati, mettendo pertanto a rischio lo stato delle acque».

 

 La decisione è avversata da vari esponenti politici e dalla cittadinanza che si è riunita in comitati e associazioni che, tra l’altro, denunciano la mancanza d’informazione. «Secondo alcuni eminenti studiosi, l’unica soluzione possibile sarebbe quella di impedire a tali navi l’accesso alla laguna, optando per stazioni di approdo esterne, perché solo in questo modo si  eviterebbe il continuo spostamento di grandi quantitativi di sedimenti, che finiscono col fuoriuscire dalla laguna – ha aggiunto Zanoni – A questo punto, ho ritenuto doveroso investire della questione la Commissione affinché verifichi che la scelta di movimentare enormi quantitativi di fanghi inquinati non sia incompatibile con gli obblighi di non deterioramento e raggiungimento di un buono stato delle acque imposti agli Stati membri dalla Direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE e con obblighi di protezione e conservazione dell’ambiente marino di cui alla relativa Direttiva quadro 2008/56/CE. Vorrei, inoltre, sapere se secondo l’Europa, l’accesso in laguna a tali navi non contrasti con la Direttiva 2008/56/CE, ed in particolare con l’obbligo di assicurare la correttezza ecologica delle attività economiche connesse all’ambiente marino».

 

BACKGROUND

 

Il 2 agosto 2013, l’eurodeputato Andrea Zanoni, ha incontrato i cittadini di Venezia e il comitato “No Grandi Navi”, pochi giorni dopo che una nave da crociera con le sue 102 mila tonnellate di stazza, 272 metri di lunghezza, 35 di larghezza e 62 di altezza è stata immortalata mentre transitava pericolosamente vicina a Riva Sette Martiri.

 

Il 7, 8 e 9 giugno  2013,  Zanoni ha partecipato alla manifestazione “No Grandi Navi” al fianco dei cittadini (FOTO e VIDEO).

 

Il 23 gennaio 2012, Zanoni ha presentato un’interrogazione per chiedere di intervenire presso il governo italiano e presso il Comune di Venezia per far allontanare le grandi navi da crociera e stabilire rigorose normative comunitarie che prevedano distanze di sicurezza da città storiche e ambienti naturali per scongiurare disastri come quello dell’isola del Giglio.

 

Il 2 marzo 2012, il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik ha risposto per conto dell’Europa, sottolineando  che “le autorità italiane possono adottare disposizioni di carattere locale in relazione alle acque interne quali la laguna di Venezia” tra cui “restrizioni del traffico o l’uso obbligatorio di combustibili a basso tenore di zolfo per le navi, purché si tratti di misure proporzionate e non discriminatorie”.

 

 Il 4 maggio 2012 i cittadini veneziani hanno lanciato la petizione “Fuori dalla laguna le navi incompatibili” con la quale sono state raccolte 12 mila firme consegnate alla Capitaneria di Porto. Zanoni, anche in quell’occasione, era al fianco dei comitati ed ha aderto alla petizione.

 

 L’11 marzo 2013, Zanoni ha espresso la propria solidarietà ai cittadini che hanno partecipato alla manifestazione «No grandi navi» del 16 settembre 2012 e sono stati accusati di manifestazione non autorizzata, tentativo di ostruire il canale della Giudecca e impedire il passaggio delle navi, violazione delle disposizioni dell’Autorità di pubblica sicurezza e del limite orario delle ore 19, nonché di lancio di fumogeni e manovre pericolose in barca.

 

Per chiedere la salvaguardia della città lagunare e l’allontanamento delle grandi navi era intervenuto anche Adriano Celentano. Leggi la risposta di Zanoni al grido d’allarme lanciato dal cantante milanese.

 

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