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Decisione choc del Tribunale di Bologna: i cagnolini sequestrati per maltrattamento devono essere restituiti all’allevatore

Il Tribunale di Bologna ha disposto la restituzione di settanta cani all’allevatore a cui erano stati sequestrati nel 2011 dalla Polizia Municipale del Comune di San Benedetto Val di Sambro (BO) e dall’Asl di Bologna per le condizioni in cui li deteneva. L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «Sono sconcertato dalla notizia. C’è un procedimento in corso e, ancor prima di conoscerne l’esito, i poveri animali vengono restituiti a chi, secondo referti veterinari, li deteneva causandone gravi sofferenze».

 

Il Tribunale di Bologna ha disposto la restituzione di settanta cani all’allevatore al quale erano stati sequestrati dopo un sopralluogo dei medici veterinari dell’Asl di Bologna e dalla Polizia Municipale del Comune di San Benedetto Val di Sambro (BO) per il reato di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.

 

In seguito alla decisione del Tribunale, i cagnolini, tra cui Pastori tedeschi, Bull-dog e Pinscher, dovranno lasciare le famiglie affidatarie che li hanno amorevolmente accolti dopo il sequestro dell’ottobre 2011. L’affido è stato seguito da OIPA che si è anche costituita parte civile nel procedimento penale in corso a carico dell’allevatore.

 

Il sopralluogo della Polizia Municipale e dei veterinari dell’Asl aveva evidenziato l’inidoneità della struttura, malnutrizione generalizzata degli animali, stereotipia comportamentale in alcuni cani”. Le condizioni dei cani, secondo quanto sottolineato dai veterinari intervenuti, erano pessime: grave denutrizione, debolezza, lesioni alopeciche, lesioni cutanee, ernie, congiuntiviti, zoppie, unghie lunghe, totale mancanza di adeguato movimento, stress psicologico, deprivazione sensoriale. Per mettere fine alle sofferenze di una femmina di Pinscher hanno dovuto ricorrere all’eutanasia.

 

L’associazione animalista OIPA della sezione di Bologna sta cercando di aiutare le famiglie affidatarie in questa situazione, aggravata dal fatto che l’allevatore ha avanzato richieste economiche elevate per lasciare gli animali alle famiglie. Sono state intavolate vere e proprie trattative al rialzo anche per cani adulti privi di valore commerciale, perché sterilizzati o senza pedigree.

 

L’eurodeputato Andrea Zanoni, vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo ha affermato: «Sono esterrefatto. Posso solo immaginare lo sgomento delle famiglie e dei loro bambini, che si vedono  strappare i loro cagnolini dopo due anni in cui li hanno accuditi con amore. È come sottrarre un componente ad una famiglia. Un dolore acuito dal fatto che dovranno tornare da chi in questo momento deve ancora essere assolto da un’accusa pesante di maltrattamento di animali. Questa decisione ha vanificato il lavoro brillante portato a termine da Polizia locale e Asl di Bologna. È inaccettabile continuare a trattare gli animali come oggetti e pensare che dopo due anni di amore tornino nelle mani di chi, ora, sta cercando di ricavare la somma più alta da ogni esemplare trattandolo esclusivamente come merce e dimostrando una volta di più che è solo una questione economica. Gli animali devono essere considerati “Esseri senzienti”, come stabilisce l’articolo 13 del Trattato di Lisbona e, quindi, capaci di provare dolore, paura e sofferenza. Qualcosa deve necessariamente cambiare anche nelle leggi italiane. Sostengo pienamente l’OIPA in questa battaglia anche processuale».

 

Lo scorso 15 novembre “Striscia La Notizia” ha mandato in onda un servizio sulla vicenda realizzato dall’inviato Edoardo Stoppa. Chi non ha potuto soddisfare le esose richiese dell’allevatore, che è arrivato a chiedere il doppio delle cifre pattuite in precedenza, è stato costretto a restituirgli il cagnolino.

 

 

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