ANDREA

ZANONI

Consigliere Regionale

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CAVA MORGANELLA DI PAESE E PONZANO: LA CAVA PIU’ PROFONDA D’ITALIA. IL 13 GENNAIO 2010 LA COMMISSIONE VIA DI VENEZIA HA DATO IL VIA ALL’INCHIESTA PUBBLICA: NESSUNA RISPOSTA AI QUESITI DI PAESEAMBIENTE.

MercoledÌ 13 gennaio alle ore 10 si è svolta a Venezia presso la sede Regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) l’inchiesta pubblica sul progetto di escavazione sottofalda della Cava Morganella di Paese e Ponzano, presentato dal trio di cavatori Biasuzzi, Grigolin e Calcestruzzi, che prevede una escavazione sino alla profondità di addirittura 65 metri. I numerosi presentatori delle osservazioni hanno potuto esporre ai commissari le proprie ragioni. Paeseambiente ha osservato che dopo l’inizio del procedimento del 2008 si sono verificati due importanti fatti:
1) Le ditte proponenti sono state sanzionate per escavazione oltre il limite del consentito. Alla Commissione è stato fatto presente che ai cavatori conviene non rispettare la legge perché nella peggiore delle ipotesi, se vengono colti con le mani nel sacco, la sanzione dovuta è inferiore a quanto ricavano con l’escavazione abusiva.
2) Il Comune di Ponzano Veneto, dopo aver fatto slittare la precedente convocazione per l’inchiesta pubblica, il 30 dicembre 2009 ha approvato un accordo sul progetto con le tre ditte di cavatori.
Paeseambiente ha poi ribadito con forza le osservazioni presentate al progetto nel 2008 chiedendo:
1) PERCHE’ non provvedere SUBITO alla ricomposizione della cava? Perché aspettare 20 anni? Non si è già aspettato abbastanza? La ricomposizione è dovuta per legge, a cosa serve l’approfondimento? Non serve certo a ricomporre, ma a distruggere ancora il sottosuolo.
2) PERCHE’ infierire anche sulle falde più profonde? Perché mettere in comunicazione quelle sicuramente compromesse con quelle che potrebbero esserlo un po’ meno?
3) PERCHE’ non includere il Comune di Treviso nel procedimento della VIA? Quella non è più una zona di campagna, purtroppo. Fra poco questa potrebbe diventare una cava di città perché al di là della strada c’è il Piruea Emerald dove potrebbero arrivare 5.000 abitanti nel giro di pochi anni.
4) PERCHE’ battere il primato di profondità? 65 metri. 22 piani di grattacielo sottoterra. Oltre un piano all’anno! E dove? Vicino alla Feltrina e adiacenti a due discariche!
5) PERCHE’ fidarsi ancora di chi non ha vigilato sulle scarpate? Di chi ha scaricato rifiuti non conformi? Di chi ha scavato oltre i limiti consentiti? Di chi non ha avuto rispetto per le regole? Di chi è sempre pronto ai ricorsi? Perché dovremmo acconsentire a questa voragine?
6) PERCHE’ scavare a confine con una discarica per rifiuti solidi urbani? Lasciamo in pace il cane che dorme! Puzza un po’, ma lasciamolo dormire. Piscia ancora nella falda, ma lasciamolo dormire. Se si sveglia potrebbe mordere. Altre discariche a Paese stanno facendo peggio di questa.
7) PERCHE’ non valutare quale sarebbe il danno alle falde al verificarsi di eventi eccezionali in caso di approfondimento a questi livelli? Terremoti, esondazioni, frane?
8) PERCHE’ rischiare di scavare in prossimità di una discarica per inerti che ha ricevuto rifiuti non conformi oggetto di denunce e successive condanne? Come sarà quel fondo cava?
9) PERCHE’ non tenere conto di quante fonti di inquinamento siano già presenti in zona? Una strada ad alto traffico. Un impianto insalubre di conglomerati bituminosi, impianti di betonaggio ed altro.
In rappresentanza del Comune di Paese, l’assessore all’ambiente e il dirigente dell’ufficio Ecologia di Paese hanno manifestato il loro dissenso, ricordando la presenza di 29 cave e di innumerevoli discariche nel Comune di Paese, ricordando il pericolo di mettere in comunicazione falde differenziate e l’aumento del traffico pesante. A titolo personale era presente anche l’assessore al bilancio del comune di Paese, che non ha nascosto timori per le abitazioni confinanti con la cava, e la paura di ritrovarsi nel laghetto i sacchi di immondizia della discarica Marini. La Provincia ha ricordato alla Commissione che la ditta Biasuzzi deve ancora sistemare la scarpata prospiciente la discarica per inerti, franata ancora nel 1999 (nonostante i ripetuti solleciti). Il rappresentante della Ditta presente all’audizione ha subito precisato che provvederà nei prossimi giorni. La commissione non ha risposto alle domande di Paeseambiente, perché?
Andrea Zanoni, Presidente di Paeseambiente, ha commentato: A questi PERCHE’ c’è solo una risposta: i 128 milioni di Euro che incasseranno i cavatori da questa cosiddetta riqualificazione ambientale, 20 dei quali pensa di assicurarseli il Comune di Ponzano Veneto.
È una cosa che grida vendetta, si mette in vendita l’ambiente per ottenere una ricomposizione ambientale dovuta per legge e rinviata da oltre vent’anni, proroga su proroga!

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