Mercoledì 12 gennaio prossimo la Commissione Caccia e Agricoltura del Consiglio regionale del Veneto licenzierà il nuovo Piano Faunistico Venatorio 2022/2027, uno strumento che dovrebbe regolamentare la caccia e soprattutto tutelare la fauna selvatica applicando le Direttiva Uccelli e Habitat. Poi martedì 18 e mercoledì 19 gennaio il Consiglio regionale voterà definitivamente questa legge. Purtroppo questo piano è stato scritto sotto dettatura della lobby venatoria tant’è che prevede pochissime aree protette, aree protette taroccate perché inadatte alla tutela della fauna selvatica (laguna viva di Venezia, aree industriali, aeroporti militari, ecc.), non tutela le rotte di migrazione degli uccelli, non tutela i valichi montani interessati dal passo migratorio degli uccelli, non prevede norme specifiche per tutelare mammiferi e uccelli selvatici, mette i bastoni fra le ruote ai cittadini che vogliono vietare la caccia nei propri terreni. Si tratta di un’occasione persa per tutelare seriamente gli animali selvatici già in grave difficoltà a causa di cambiamenti climatici, distruzione della biodiversità, disboscamenti e tagli di siepe e alberi, agricoltura intensiva, pesticidi in agricoltura, monocoltura, distruzione di siti di nidificazione per restauri, inquinamento dei fiumi e dell'aria e così via. Ho preparato decine di emendamenti utili a cambiare il piano, a prevedere un numero adeguato di aree protette, introdurre misure utili a salvaguardare animali selvatici, nidi degli uccelli, la loro riproduzione, introdurre norme a tutela dei cittadini che vogliono vietare la caccia nei propri terreni, a identificare chi spara agli animali domestici (cani , gatti e pollame) e alle persone che se ne stanno tranquille nei propri giardini (vedere caso dell’avvocato di Vigonza - Padova impallinata l’altro giorno al naso) introducendo l’obbligo della pettorina con un codice identificativo. Dipenderà dal Consiglio e soprattutto dalla maggioranza approvare queste norme di buon senso e utili a consentire ai nostri figli e nipoti di poter godere un giorno del canto degli uccelli e delle corse dei caprioli. Le leggi le fanno gli uomini e perciò a queste donne e uomini che siedono in Consiglio regionale va chiesto di applicare le norme nazionali e le Direttive UE a tutela di questo patrimonio che non deve essere considerato proprietà di una minoranza che rappresenta una percentuale da prefisso telefonico ma che è patrimonio di tutti i cittadini. Perciò cari tutti rimboccatevi le maniche e fate il vostro dovere chiedendo a chi vota il piano di fare delle scelte nell’interesse di tutti i veneti e nel rispetto delle norme comunitarie di tutela degli animali. Andrea Zanoni