“Leggere sulla stampa che potrebbero esserci state delle manomissioni, chiamiamole così, nella elaborazione delle analisi sulla salubrità dell’acqua distribuita in moltissimi comuni del Trevigiano è un qualcosa che fa accapponare la pelle. Ci aspettiamo, adesso, una presa di posizione in merito da parte delle autorità competenti, a partire dall’amministrazione regionale”.

Lo chiedono, in una nota congiunta, i consiglieri regionali Andrea Zanoni (Partito Democratico) e Cristina Guarda (Alessandra Moretti Presidente), che commentano così “la denuncia di un chimico, con tanto di esposto al Noe dei Carabinieri, su presunti valori modificati in modo da risultare in linea con la normativa che disciplina la presenza di metalli pesanti”.

“Quanto abbiamo appreso la settimana scorsa – affermano i consiglieri - è davvero preoccupante, purtroppo però in Veneto gli scandali ambientali rappresentano una costante e non certo un’eccezione. Oltre a una presa di posizione forte da parte della Politica, riteniamo doveroso un chiarimento da parte dei vertici di Ats che fino a oggi non si sono espressi, e sarebbe necessario che anche la Procura di Treviso facesse sapere lo stato delle indagini”.

“Il silenzio generalizzato di questi giorni, anche da parte di troppi attori politici, non depone certo a favore della classe dirigente veneta – concludono Andrea Zanoni e Cristina Guarda - L’acqua è un bene fondamentale, come l’aria e come la qualità del suolo, e va quindi adeguatamente tutelato”.