Ho firmato al Parlamento europeo il Manifesto per i Beni Comuni nell'Unione Europea perché sono convinto che alcune cose nella vita non possono avere un prezzo. L'acqua è l'esempio perfetto di un bene universale che appartiene a tutti e che non può e non deve in nessun caso essere oggetto di speculazioni e interessi privati. Altri beni comuni sono la cultura, l'istruzione e la salute, tutti diritti umani che la politica ha il dovere morale di difendere in nome dei cittadini che rappresenta nelle istituzioni.

 

Le Istituzioni dell'Unione Europea, nel loro ruolo di garanti delle libertà fondamentali, della pace, della diversità culturale e del diritto devono assicurare il rispetto e la tutela dei beni comuni nei confronti degli oltre 500 milioni di cittadini che rappresentano. L'acqua, bene comune  emblematico, non deve essere privatizzata o considerata come una merce. E neppure la cultura, l'istruzione e la salute possono essere trattate come beni commerciali ma piuttosto come patrimonio comune, protetto e reso migliore dalle collettività democratiche.

 

Con questo Manifesto chiediamo il riconoscimento della nozione stessa di “bene comune” da parte del Parlamento Europeo e la sua integrazione nei testi legislativi europei. Per questo vogliamo anche la creazione di un gruppo interparlamentare che abbia l'obiettivo di porre le basi per il riconoscimento giuridico e politico dei beni comuni all'interno delle istituzioni europee.

 

Per rispondere alle sfide economiche, sociali e ambientali della nostra società, il Parlamento Europeo deve adottare una attitudine progressista creando un regime giuridico per i beni comuni capace di assicurare la loro gestione e la loro protezione. I diritti dei cittadini vengono prima di tutti gli interessi privati e commerciali. Con il referendum sull'acqua in Italia i cittadini hanno dato un chiaro segnale di come a certi beni non possa essere dato un prezzo come una banale merce. Purtroppo le insidie di chi vuole arricchirsi con l'acqua che beviamo e l'aria che respiriamo sono numerose. Per questo ho aderito a questa iniziativa europea, convinto che la stessa legislazione europea debba proibire alla base la commercializzazione di certi beni, perché alla nostra vita non può essere dato un prezzo.

 

Andrea Zanoni