ANDREA

ZANONI

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CON IL VOTO DEL CONSIGLIO IN VENETO VITA ANCOR PIU’ DIFFICILE PER GLI ANIMALI SELVATICI. DA REGISTRARE UN SOLO PICCOLO PASSO IN AVANTI NELLE TUTELE DEI MIGRATORI NELLE ZONE DI RIPOPOLAMENTO GRAZIE ALL’APPROVAZIONE DI UN MIO EMENDAMENTO

In Consiglio regionale arrivano le norme volute dai cacciatori per poter sparare ancora di piu’ agli animali selvatici che già patiscono gli effetti dei cambiamenti climatici, dei pesticidi e agricoltura intensiva e del consumo di suolo.
Il tutto mascherato in un progetto di legge dal titolo “Adeguamento ordinamentale 2023” (PDL n. 188).
Fino ad ora i cacciatori con gli appostamenti, i cosiddetti capanni da caccia, dovevano stare a 250 metri di distanza dai confini delle aree protette, da ora in poi potranno cacciare a confine, e tutti sanno che un fucile colpisce anche oltre i 100 metri uccidendo potenzialmente anche dentro l’area protetta.
E’ gravissimo che sia stata cancellata una norma esistente da 30 anni utile a tutelare la fauna selvatica e a rispettare le aree protette, impedendo ai soliti furbi di violare la legge.
Nei frutteti e vigneti fino ad oggi era vietata ogni forma di caccia per evitare danni agli impianti di irrigazione, da oggi verrà consentito cacciare da appostamento anche dove ci sono le tubazioni degli impianti. Questo è un incredibile passo indietro della maggioranza che appena un anno fa aveva previsto questo divieto a tutela degli agricoltori.
Inoltre verrà consentita la caccia dentro ai parchi regionali e nazionali e in tutte le aree protette, anche nei periodi di caccia chiusa e nei giorni di silenzio venatorio.
L’unico dato positivo è l’approvazione del mio emendamento che vieta l’uso di botti e petardi nelle operazioni di cattura delle lepri nelle zone protette di ripopolamento. L’uso dei petardi consentiva ai battitori di spaventare le lepri per farle imprigionare piu’ velocemente e soprattutto di far uscire dalle aree protette tutti gli uccelli migratori costretti a spostarsi nelle zone limitrofe dove ad aspettarli c’erano i cacciatori.
Andrea Zanoni
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