ANDREA

ZANONI

Consigliere Regionale

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UNA NOTIZIA STREPITOSA: LA REGIONE DEL VENETO RESTA SENZA PIANO DELLA CACCIA, LA CORTE COSTITUZIONALE CON SENTENZA PUBBLICATA OGGI LO DICHIARA ILLEGITTIMO

Con sentenza 148/2023 depositata oggi 18/07/2023, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 1 della legge regionale n.2 del gennaio 2022 “PIANO FAUNISTICO-VENATORIO REGIONALE (2022-2027)”, un piano che non poteva essere approvato con legge ma con atto amministrativo, atto che consente a chi si sente leso la possibilità di impugnarlo al TAR.
La Sentenza nasce in seguito ad un ricorso del comune di Rivoli Veronese che non aveva digerito il fatto che con il Piano si andava a spostare il confine della zona faunistica delle Alpi, aprendo di fatto le porte ai cacciatori di pianura in aree collinari, che notoriamente svolgono un tipo di caccia meno restrittiva e molto piu’ invasiva anche in termini di numeri di doppiette.
L’articolo 1, dichiarato incostituzionale, era quello che conteneva tutte le articolazioni del Piano Faunistico Venatorio, ovvero : a) regolamento di attuazione, ivi compresi Statuti tipo di Ambiti territoriali di caccia e Comprensori alpini (Allegato A); b) cartografie che individuano la conterminazione della Zona faunistica delle Alpi e del territorio lagunare e vallivo, gli Ambiti territoriali di caccia e i Comprensori alpini (Allegato B); ) relazione al Piano faunistico-venatorio regionale, comprensiva di cartografie identificative degli istituti di protezione della fauna selvatica corredate da report analitico e da tabella di sintesi recante la individuazione del territorio agro-silvo-pastorale (TASP) e la percentuale di territorio di protezione della fauna selvatica (Allegato C); d) rapporto ambientale (Allegato D); e) rapporto ambientale – valutazione di incidenza ambientale (Allegato E); f) rapporto ambientale – sintesi non tecnica (Allegato F); g) parere della Commissione regionale valutazione ambientale strategica n. 152 del 1° luglio 2021 corredato da relazione istruttoria tecnica per la valutazione di incidenza (VINCA) datata 1° luglio 2021 e da scheda con il parere relativo alle osservazioni (Allegato G).
Ora si dovrà correre ai ripari con un atto amministrativo dove non saranno piu’ blindate con legge quelle gravissime disposizioni illegittime che prevedevano una percentuale di territorio protetto inferiore al minimo di legge, il conteggio di superficie di mare vivo tra le aree protette, l’omissione della tutela dei valichi montani, l’omessa tutela delle rotte di migrazione degli uccelli in provincia di Vicenza, l’omessa indicazione delle aree dove installare gli appostamenti fissi e i campi addestramento cani, le illegittime limitazioni per i possessori di un terreno di vietarvi la caccia e tanto altro. Questioni di illegittimità sollevate all’epoca anche dai ministeri dell’ambiente e cultura bloccati dall’allora ministra Gelmini che bloccò l’impugnativa del Governo alla Corte Costituzionale..
L’arroganza di questa maggioranza viene così castigata in modo esemplare, ricordo che la regione prima ha impugnato l’ordinanza del TAR Veneto, poi non contenta ha sollevato il conflitto di attribuzione dei poteri tra Stato e Regione, ricevendo una prima batosta con una sentenza negativa sul conflitto di attribuzione dei poteri e ora la bocciatura dell’intero piano.
E’ proprio il caso di dire che la Giunta Zaia è scivolata su una buccia di banana, ovvero su una piccola questione di confini con un comune in merito alla zona Alpi. Questa è una bellissima notizia per chi ama la natura, gli animali selvatici e la legalità perché si aprono le porte per un nuovo piano Faunistico che tuteli veramente la fauna con norme di tutela in linea con i principi europei, la Direttiva UE Uccelli e la Direttiva Habitat e non più dettate dalla lobby venatoria.
Andrea Zanoni
 
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