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Zanoni sulle cave: Muraro ha coda di paglia

Zanoni sfida Muraro: “Se la Provincia è così attenta all’ambiente, perché Muraro non ha impedito l’autorizzazione all’ampliamento della cava Borgo Busco? Se Muraro non ha la coda di paglia, ricorra subito al TAR contro la delibera regionale che consente a Mosole di ampliare la cava di Borgo Busco”.“Innanzitutto respingo al mittente le dichiarazioni di Muraro che mi accusa, a mezzo stampa, di parlare a vanvera rispetto ai gravi dissesti ambientali che le cave e conseguentemente le discariche stanno causando nella nostra provincia solo per farmi campagna elettorale. Al presidente Muraro voglio ricordare che sono oltre vent’anni che lotto per contrastare il deturpamento del territorio provocato dai cavatori. Al presidente della Provincia dico anche che è la Lega, semmai, che per farsi campagna elettorale parla a vanvera, usando slogan ad effetto e dicendo bugie ai cittadini. A Roma il ministro Zaia vota a favore del nucleare, mentre ai Veneti si dice di essere contrario”.
Premesso questo, Andrea Zanoni candidato consigliere del’Italia dei Valori alle prossime elezioni regionali, e presidente di Paeseambiente, chiede al presidente della Provincia di Treviso che sbandiera a desta e a manca di essere paladino dell’ambiente, perché in data 2 dicembre 2009 non è andato a Venezia alla commissione di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) per opporsi all’ampliamento della cava Borgo Busco fra Spresiano e Arcade di proprietà della Inerti Sile dei fratelli Remo e Sergio Mosole.
Il provvedimento di autorizzazione da parte della giunta regionale, il n. 99 del 26 gennaio, è stato pubblicato nel BUR n. 19 del 2 marzo 2010. Dal verbale si rileva l’assenza del presidente della Provincia di Treviso.
I fratelli Mosole, si legge nel progetto, chiedono di ampliare e approfondire la cava per garantirsi una autonomia operativa per altri 20 anni. Si tratta di un ampliamento di 72 mila metri quadri, 14 campi trevigiani.
Il volume complessivamente accordato è di 2 milioni e mezzo di metri cubi, un valore di 15 milioni di euro al prezzo della Camera di Commercio. Rimanevano ancora da scavare di 2 milioni e quattrocentomila metri cubi sui quasi 7 milioni originariamente accordati.
Eppure nel comunicato stampa del 19 marzo 2009 la Provincia di Treviso chiedeva alla Regione Veneto di non rilasciare nuove autorizzazioni per l’apertura di nuove cave o l’ampliamento di quelle esistenti, fino all’approvazione del Piano Regionale Attività di Cava (P.R.A.C.), evidenziando che i volumi già autorizzati in provincia di Treviso erano sufficienti a garantire il soddisfacimento dell’intero fabbisogno per oltre 12 anni. Il comunicato chiudeva affermando che “Noi amministratori dobbiamo tutelare i nostri cittadini. Treviso fornisce per il 70% la ghiaia a tutto il Veneto”.
Zanoni allora si domanda: “Tanto impegno dichiarato, tanta determinazione ostentata, dove sono finite? Non valeva la pena recarsi a Venezia per tutelare i nostri cittadini? Oppure si è preferito restare a Treviso per tutelare venti anni di introiti ai fratelli Mosole? Lancio una sfida a Muraro, se non ha la coda di paglia firmi subito una delibera per impugnare al TAR la delibera regionale che consente a Mosole di ampliare la cava di Borgo Busco”
Per quanto riguarda, poi, le discariche Zanoni fa notare: “Muraro ricorda di averle fermate tutte nel 1998, dimenticando quella illegale di amianto approvata nel 2004 da Zaia a Paese, quando lo stesso Muraro era assessore all’Ambiente. Sarà una combinazione, ma si tratta di una discarica dei fratelli Mosole” conclude l’esponente dell’IDV.

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