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Zaia ipocrita su alluvioni. Agisca invece di parlare

Andrea Zanoni accusa Luca Zaia di “ipocrisia” per le dichiarazioni populiste sulle alluvioni. “I disastri di questi giorni hanno origine dalla cementificazione selvaggia e dallo stupro del territorio. Invece che parlare, Zaia blocchi variante nel Parco Sile e Veneto City”. “Luca Zaia ha una bella faccia tosta a dare la colpa dei disastri causati dalle alluvioni alla classe politica ed ad auto assolversi, proprio lui che è stato nell’ordine prima per otto anni Presidente della Provincia di Treviso, poi vicepresidente della Giunta regionale, poi ancora Ministro per le Politiche agricole e oggi Governatore del Veneto”.

Così Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV risponde alle dichiarazioni di accuse e cordoglio fatte dal Governatore del veneto Luca Zaia in questi giorni.

“I disastri di questi giorni hanno origine dalla cementificazione selvaggia, dalla svendita del territorio e dalla distruzione smodata dei campi agricoli che proseguono ormai da decenni in tutto il Veneto e anche in altre regioni italiane”, continua Zanoni. “Zaia, quando era alla Provincia di Treviso, ha fatto costruire decine di rotatorie inutili ma monumentali invece che investire, ad esempio, in lavori idraulici, ben più utili ma meno appariscenti per il suo elettorato”.

“Se Zaia vuole essere almeno una volta coerente con quello che dice, faccia togliere dall’ordine del giorno del Consiglio Regionale ( punto 17 ) la cementificazione di 95mila metri quadrati di terreno agricolo nel parco regionale del Sile, a Morgano , proprio tra due fiumi, un’opera inutile che serve solo a soddisfare l’ingordigia dei suoi amici leghisti della zona”. Inoltre Zanoni invita il Governatore del Veneto a “bloccare il massacro di campagna verde chiamato Veneto City che si mangerà ottanta ettari di suolo oggi coltivato”.

“Purtroppo la coerenza non è il forte di Zaia”, conclude Zanoni, “che al posto di giocare sempre a fare l’opposizione e l’anti politica dovrebbe assumersi la responsabilità del ruolo che ricopre, invece che accusare la politica di non ascoltare i profeti della prevenzione”.

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