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Uova e latte alla diossina, in Lombardia, Zanoni chiede l’intervento UE

L’eurodeputato Andrea Zanoni denuncia in Europa i risultati del monitoraggio nazionale su diossina e PCB in latte e uova prodotti vicino ai siti inquinati di interesse nazionali. Dati allarmanti in Lombardia. Zanoni: “Proteggere la salute di chi si alimenta con prodotti fatti in casa”

 

“L’UE aiuti chi si nutre di generi alimentari autoprodotti a non avvelenarsi con le proprie mani”. Lo dice l’eurodeputato PD Andrea Zanoni, membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, presentando un’interrogazione alla Commissione europea che denuncia i risultati allarmanti del monitoraggio coordinato dal Ministero della Salute italiano sulla presenza di diossine e PCB nelle uova e nel latte – indice contaminazione del ciclo alimentare – prodotti nelle vicinanze dei 57 siti inquinati di interesse nazionale (VEDI NOTA n°1).

 

“In particolare  sono allarmanti i risultati della Lombardia. I dipartimenti di prevenzione veterinaria delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) hanno analizzato campioni di uova provenienti da novantuno allevamenti destinati all’autoconsumo nel raggio di dieci chilometri dai siti industriali di Sesto San Giovanni, Cerro al Lambro (MI) e Mantova. Nel 75% delle uova analizzate il quantitativo di diossina e PCB risulterebbe essere superiore al limite di 6 picogrammi per grammo di grasso previsto dal regolamento CE n. 1881/2006. E non è la prima volta che le uova dei pollai familiari lombardi fanno paura (VEDI NOTE)”, spiega Zanoni.

 

“Visto che il sospetto è che il vicino polo industriale sia uno dei responsabili di questa contaminazione, ho chiesto alla Commissione se si sono verificati casi simili in altri Paesi Ue e come Bruxelles intende proteggere la salute di quei consumatori che, comprensibilmente, amano nutrirsi di generi alimentari auto prodotti”, conclude Zanoni.

 

NOTE

 

I siti inquinati di interesse nazionale sono aree che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee, come previsto dal d. lgs. n. 152/2006 cosiddetto “Codice dell’Ambiente”.

 

Già in passato, nel 2010, grazie a una campagna straordinaria della Direzione Generale alla Salute della Regione della Lombardia, erano emersi diversi casi. A Mantova, a esempio, la diossina era presente in 7 dei 9 campioni prelevati in tre aree vicine a poli industriali. Indagini successive avevano poi confermato la presenza dei contaminanti in 4 dei 7 casi iniziali. La colpa della contaminazione, tuttavia, era stata attribuita a pratiche di allevamento sbagliate (quali a esempio il riutilizzo di bidoni di vernici e oli esausti come contenitori per il mangime, i roghi di materiale plastico, la presenza nei pollai di frammenti di pneumatici o polistirolo espanso) e non alla vicinanza ai poli industriali. In alcuni casi, tuttavia, tali cattive pratiche zootecniche non sembrerebbero essere sufficienti a giustificare la contaminazione.

 

Ufficio Stampa Eurodeputato Andrea Zanoni

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