ANDREA

ZANONI

Consigliere Regionale

Cerca

SONO GIA’ 1117 I CITTADINI CHE HANNO SOTTOSCRITTO UNA PETIZIONE INDIRIZZATA AL SINDACO DI PAESE PER CHIEDERE CHE VENGA IMPUGNATA AL TAR L’AUTORIZZAZIONE DELLA PROVINCIA DI TREVISO DI UNA DISCARICA DI RIFIUTI DI AMIANTO UBICATA TRA PORCELLENGO E CASTAGNOLE.

Ad oggi i cittadini che hanno firmato la petizione promossa da Paeseambiente ed indirizzata al sindaco di Paese, Valerio Mardegan, per chiedere che il comune di Paese si opponga alla nuova discarica di rifiuti di amianto tra Porcellengo e Castagnole, autorizzata il 22 ottobre scorso dalla provincia di Treviso, sono ben 1117 (millecentodiciassette), dato comunque provvisorio destinato a crescere ulteriormente. L’autorizzazione provinciale – ha commentato Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente – presenta alcuni punti poco chiari, da una lettura dei verbali della Commissione Tecnica Provinciale per l’Ambiente della provincia del ’08/3/04 risulta che il parere positivo alla discarica è stato espresso nonostante l’assenza di importantissimi documenti su: le caratteristiche della barriera arborea contro la dispersione delle fibre di amianto, le modalità di monitoraggio delle concentrazioni di fibre nell’aria, documentazione sul sito della centralina meteoclimatica che deve segnalare anche la velocità e direzione dei venti, e molti altri documenti, tant’è che oltre al comune di Paese votò contro anche il commissario Dott. Denis Farinea. In questa commissione inoltre mancava un rappresentante dell’ULSS e quindi è mancato un importante parere tecnico per la tutela e salvaguardia della salute dei cittadini. La stessa commissione il 9 novembre scorso ha invece bocciato una discarica di amianto a Falzè di Piave di Sernaglia della Battaglia, ben più piccola di quella di Paese, in quell’occasione invece era presente un tecnico del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 7 che, esprimendo parere negativo, ha sottolineato che la nuova attività comporterà un peggioramento generale della qualità della vita ed un possibile incremento del rischio di salute per i residenti presso il sito. Mi chiedo quindi perché nonostante la presenza a Paese di centri abitati vicinissimi alla discarica e nonostante i documenti mancanti, questa commissione si sia espressa in maniera così discordante. Credo ci sia bisogno di fare chiarezza in merito e quindi l’intervento dei giudici amministrativi del TAR del Veneto diventa a mio avviso indispensabile anche per fare luce. Vorrei inoltre capire – ha proseguito Zanoni – se quanto previsto dal Decreto Legislativo n.36/2003 sulle discariche di amianto, che prevede uno specifico studio, al fine di evitare qualsiasi possibile trasporto aereo delle fibre, monitorando la distanza dai centri abitati in relazione alla direttrice dei venti dominanti e la definizione della direttrice dei venti stabilita sulla base di dati statistici significativi dell’intero arco dell’anno e relativi ad un periodo non inferiore a 5 anni, è stato eseguito come prescritto. Paeseambiente ricorda che tra i morti e malati per mesotelioma pleurico a causa delle microfibre di amianto, a differenza di quanto qualcuno vorrebbe far credere, non ci sono solo persone che hanno avuto esposizioni lavorative connesse all’uso di amianto ma anche normali cittadini. In merito il Dott. Roberto Topino, esperto in medicina del lavoro, ha dichiarato (www.osservatoriosullalegalità.org): L’amianto, una volta arrivato nei polmoni, resta nell’organismo per tutta la vita e può uccidere, senza fretta. Non esiste una “soglia” di sicurezza al di sotto della quale il rischio di cancro sia nullo: ogni esposizione all’amianto produce un rischio di cancro. Il mesotelioma pleurico, malattia tumorale maligna dovuta all’amianto, colpisce persone sempre più giovani (40-50 anni) e anche soggetti che non hanno precedenti esposizioni lavorative ad amianto. Il mesotelioma pleurico è una malattia neoplasica rapidamente fatale: lascia meno di un anno di vita. L’esistenza di mesoteliomi anche in persone non esposte a rischio per motivi professionali conferma che possono essere pericolose anche esposizioni a basse concentrazioni di asbesto. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (1986): L’esposizione a qualunque tipo di fibra e a qualunque grado di concentrazione in aria va pertanto evitata. Paeseambiente consegnerà le firme mercoledì, direttamente al sindaco di Paese. Diffondi questo comunicato ed aiutaci a raccogliere le firme (Petizione, volantino b/nero, volantino a colori)

Condividi

Consulta l'archivo per mese ed anno

Ultimi comunicati stampa