ANDREA

ZANONI

Europee 2024

Cerca

Rifiuti al benzene nella discarica per inerti di Vedelago (TV)

La Provincia di Treviso, con Decreto del 28 novembre 2013, ha approvato un piano di indagine per fronteggiare l’emergenza dovuta al rinvenimento di rifiuti non conformi nella discarica di rifiuti inerti della Trentin Ghiaia SpA in località Casacorba di Vedelago (TV). L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «Sono molto preoccupato per quello che sta succedendo nella discarica di Vedelago. Il terreno ad elevata permeabilità potrebbe consentire l’infiltrazione nel sottosuolo di rilevanti quantità d’acqua contaminata in palese violazione della Direttiva Acque: si sta giocando con la salute dei cittadini»

 

Il 28 novembre 2013, il Settore Ecologia e Ambiente della Provincia di Treviso, ha disposto con decreto numero 618 un piano di indagine per fronteggiare l’emergenza dovuta al rinvenimento di rifiuti non conformi nella discarica della Trentin Ghiaia SpA in località Casacorba di Vedelago (TV), la cui autorizzazione è stata recentemente prorogata fino al 2015. Nel 2006, la Provincia di Treviso aveva approvato il piano di adeguamento della discarica.

 

La ditta avrebbe dovuto realizzare  il fondo della discarica, a bassa permeabilità in modo da impedire che i rifiuti conferiti potessero entrare in contatto con la falda acquifera. Lo strato a bassa permeabilità costituente la barriera di fondo doveva però avere parametri rispondenti ai limiti previsti dal Decreto Legislativo numero 152/2006. La Ditta Trentin Ghiaia SpA ha proceduto a costituire il fondo della discarica, portando rifiuti al benzene provenienti da materiale di scavo di un canale Enel di Piombino Dese (PD).

 

Da controlli effettuati il 2 e  3 ottobre 2013 dai tecnici provinciali, è emerso che le verifiche sui materiali provenienti dallo scavo del canale a Piombino Dese e utilizzati per la realizzazione del franco insaturo avevano il limite di rilevabilità del parametro Benzene superiore a quello autorizzato. Per questi motivi, la Provincia ha disposto il piano di indagine per la caratterizzazione dei rifiuti non conformi.

 

Già nel 2008, la Provincia (con Decreto 455 del 25 giugno 2008) aveva autorizzato il codice CER 01 0412, ovvero  rifiuti prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi, sterili ed altri residui del lavaggio e della pulitura di minerali, per approntare la discarica.

 

Il piano di indagine predisposto ora riguarda il terzo lotto della discarica. Già lo scorso anno, però, la Provincia era dovuta intervenire (con il Decreto 703 del 30 novembre 2012) perché il franco insaturo, ossia il fondo della discarica del secondo lotto, era stato costituito con terreno contenente Arsenico, Cadmio, Zinco, Stagno e Idrocarburi in misura superiore ai limiti dell’autorizzazione.

 

Nel 2012 (con Decreto 213 del 15 maggio 2012), inoltre, la Provincia aveva autorizzato per la discarica di inerti Casacorba addirittura il codice CER 191304, ovvero fanghi prodotti da operazioni di bonifica dei terreni.

 

L’eurodeputato Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: «Sono molto preoccupato per quello che sta succedendo nella discarica per inerti di Vedelago. Il terreno ad elevata permeabilità potrebbe consentire l’infiltrazione nel sottosuolo di acqua a questo punto contaminata. Si sta giocando con la salute dei cittadini: stiamo parlando di Benzene, un composto chimico di cui anche l’Unione europea riconosce la pericolosità per la salute, vista la facilità con cui contamina le falde freatiche e di cui di conseguenza se ne sta scoraggiando l’uso, limitandone le concentrazioni ammesse per legge ».

 

«È necessario verificare che la discarica di Vedelago rispetti le prescrizioni previste in particolare la Direttiva quadro sui Rifiuti 2008/98/CE e quella sulle Discariche 1999/31/CE – ha concluso Zanoni – La presenza della concentrazione di  discariche nei comuni del Trevigiano, territorio da questo punto di vista ormai massacrato, con le conseguenti ripercussioni ambientali che  ha subito nel tempo sembrano in aperto contrasto con il principio di precauzione ambientale previsto dalle normative europee (art. 191, par. 2 TFUE). Inoltre, con Decreto numero 541 del 21 ottobre 2013 la Provincia di Treviso ha concesso una proroga di venti giorni alla ditta per la consegna delle fideiussioni. Ora mi chiedo sono state consegnate? Mi auguro che una volta chiusa l’indagine, la bonifica non debba essere pagata dai contribuenti».

 

BACKGROUND

 

Il 17 novembre 2011, Zanoni aveva presentato un’interrogazione alla Commissione europea per denunciare la situazione di inquinamento delle falde acquifere nel Veneto. Il 16 gennaio 2012, il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik aveva risposto che la Commissione stava “valutando i contenuti dei piani di gestione dei bacini idrografici elaborati a norma della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE” sulla cui base avrebbe pubblicato nel corso del 2012 “una relazione sull’attuazione della direttiva, che entrerà a far parte del piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee”.

 

L’eurodeputato Andrea Zanoni ha presentato varie interrogazioni in merito all’anomala quantità di discariche e cave spesso irregolari e ai problemi di inquinamento delle falde acquifere riscontrati nei comuni trevigiani. Nelle risposte alle interrogazioni sulla discarica “T.ER.R.A. S.r.l.” (P-010621/2012) e sulla discarica “ex SEV” (E-004885-13), la Commissione europea si è impegnata a contattare le autorità italiane per ottenere alcuni chiarimenti. Nella risposta sull’ampliamento di un’altra discarica nel vicino comune di Trevignano (TV), la “Postumia 2”, (E-006642-13), la Commissione ha precisato che le decisioni relative all’autorizzazione delle discariche sono adottate dalle autorità competenti degli Stati membri.

 

Tra le interrogazioni più recenti presentate dall’eurodeputato, vi sono le seguenti:

 

Il 16 ottobre 2013, Zanoni ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea contro la conversione a discarica della cava di Castagnole a Paese (TV), denunciando il grave inquinamento delle falde acquifere in aperta violazione della Direttiva sull’Acqua e sottolineando che l’aggiunta dell’ennesima discarica nell’ex Cava Castagnole aumenterebbe il rischio di ulteriori contaminazioni.

 

Il 25 luglio 2013, Zanoni ha investito la Commissione europea della questione della possibile sottovalutazione dell’impatto ambientale del progetto di una discarica per rifiuti speciali a Lughignano di Casale sul Sile (TV), presentando un’interrogazione.

 

Il 10 giugno 2013, l’europarlamentare ha denunciato alla Commissione europea i rischi di contaminazione della falda acquifera connaturati al progetto di ampliamento di una discarica a Trevignano (TV). Il 19 luglio 2013, il Commissario Ue all’Ambiente ha fatto sapere che devono essere rispettate le prescrizioni della normativa europea, in particolare la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti (direttiva quadro sui rifiuti), la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti (direttiva sulle discariche) e la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’Impatto Ambientale di determinati progetti pubblici e privati sull’ambiente (direttiva VIA).

 

 

Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni

Email info@andreazanoni.it

Tel. (Bruxelles) +32 (0)2 284 56 04

Tel. (Italia) +39 0422 59 11 19

Sito www.andreazanoni.it

Twitter Andrea_Zanoni

Facebook ANDREA ZANONI

Youtube AndreaZanoniTV

Condividi

Consulta l'archivo per mese ed anno

Ultimi comunicati stampa