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ZANONI

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Ferriera di Trieste, nuova denuncia di Zanoni in Europa

L’eurodeputato Andrea Zanoni consegna alla Commissione europea gli ultimi preoccupanti dati sull’inquinamento prodotto dall’impianto siderurgico di Servola (Trieste). “L’UE impedisca che i fondi destinati ad una siderurgia più sostenibile finiscano in un impianto in sospetta violazione della direttiva Ue relativa alle emissioni industriali e alla prevenzione dell’inquinamento. Le autorità italiane avviino subito un’indagine epidemiologica tra la popolazione”

 

Gli ultimi dati relativi all’inquinamento prodotto dalla ferriera di Servola (Trieste) sono allarmanti. L’Ue verifichi il rispetto della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali, prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento, soprattutto in prospettiva dell’eventuale concessione dei noti contributi messi a disposizione dalla Banca europea degli investimenti BEI nel contesto del Piano UE per la siderurgia”. Lo chiede con un’interrogazione alla Commissione europea Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo. “Non possiamo rischiare di avere un’ILVA di Taranto nel Golfo di Trieste. Cosa stanno facendo le autorità italiane per prevenire un simile disastro?”.

 

Zanoni denuncia per la seconda volta (VEDI NOTE) la Ferriera di Trieste consegnando a Bruxelles i preoccupanti dati raccolti da un  cittadino residente nella zona in cui è in funzione l’impianto relativi alla contaminazione della sua abitazione e della sua persona. In prossimità della sua abitazione, la concentrazione di benzo(a)pirene rilevata è pari a 127 ng/m3 (nanogrammi per metrocubo), per un totale di IPA cancerogeni presenti di 431 ng/m3. I valori di idrossipirene e idrossinaftalene (due metaboliti degli IPA) presenti nelle sue urine superano anche del triplo quelli di un cittadino-campione residente in un’altra zona della città (VEDI NOTE). In un filmato che sarebbe stato girato di nascosto da un operaio dell’impianto, si possono osservare sospetti sversamenti all’aperto di una sostanza scura. Secondo notizie a mezzo stampa, il Direttore del Dipartimento di Trieste dell’ARPA FVG, informato dei fatti, avrebbe denunciato il tutto alla Procura della Repubblica.

 

Alla luce di questi dati, invito le autorità nazionali ad avviare quanto prima un’indagine epidemiologica tra la popolazione che vive vicino all’impianto siderurgico, possibilità di competenza nazionale come confermatomi dal Commissario Ue all’Industria Antonio Tajani in risposta ad una mia precedente interrogazione – afferma Zanoni – Le autorità italiane si assumano le proprie responsabilità. Ai cittadini della zona e agli ex dipendenti della struttura va assicurata la massima tutela nei confronti di un impianto accusato di aver rilasciato nell’aria tonnellate di veleno per anni”.

 

Ho ritenuto opportuno informare la Commissione europea di questi nuovi dati anche per evitare che l’inerzia e il disinteresse della autorità italiane finiscano per sprecare i fondi europei, destinati giustamente a una siderurgia più sostenibile, in un impianto in sospetta violazione delle normative comunitarie di riferimento”, conclude l’eurodeputato.

 

NOTE

 

I dati raccolti dal cittadino residente nel quartiere dell’impianto siderurgico sono stati confrontati con un soggetto di controllo posizionato nel quartiere in cui si trova l’Università di Trieste a qualche chilometro di distanza (Analisi commissionate dall’ASS (Azienda per i Servizi Sanitari) n. 1 di Trieste al Professor Urbani Ranieri del Dipartimento di Scienza della Vita dell’Università degli Studi di Trieste. Rilevi effettuati in data 8-9.08.2011). Si riportano di seguito i risultati emersi, in base ai quali la contaminazione in prossimità dello stabilimento sembrerebbe essere ancor più grave rispetto a quanto riferito nella prima interrogazione: – in prossimità dell’abitazione del cittadino residente nel quartiere in cui si trova la “Ferriera di Trieste” la concentrazione di benzo(a)pirene rilevata è pari a 127 ng/m3 (nanogrammi per metrocubo), per un totale di IPA cancerogeni presenti di 431 ng/m3; – nell’area in cui è stato posizionato il soggetto di confronto, nel quartiere in cui si trova l’Università, la concentrazione di benzo(a)pirene rilevata è invece pari a 0,00 ng/m3, per un totale di IPA cancerogeni presenti di 0,24 ng/m3. I valori di idrossipirene e idrossinaftalene (due metaboliti degli IPA) presenti nelle urine del cittadino residente vicino allo stabilimento, infatti, superano anche del triplo quelli del cittadino-campione posizionato vicino all’Università.

 

Nella risposta alla prima interrogazione di Zanoni del 21 giugno 2013, la Commissione europea riferiva che i contributi messi a disposizione dalla Banca europea degli investimenti BEI nel contesto del Piano UE per la siderurgia dovranno essere subordinati al rispetto da parte degli impianti della direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali. Il Commissario Ue all’Industria Antonio Tajani aveva risposto a Zanoni che “l’applicazione delle disposizioni nazionali comprese le misure in materia di valutazione e gestione del rischio degli impianti siderurgici come la Ferriera di Trieste, rientrano nelle responsabilità delle autorità nazionali”.

 

Ufficio Stampa Eurodeputato Andrea Zanoni

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