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Investiti 233 animali selvatici in 8 mesi nel Bellunese

Dai dati resi noti dalla Polizia Provinciale di Belluno emerge che, nei primi otto mesi del 2013, sono stati investiti 233 esemplari di fauna selvatica. L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «Gli incidenti si verificano più frequentemente nel periodo in cui la caccia è aperta, perché gli animali fuggono terrorizzati dai cacciatori e dai loro cani. Bisognerebbe vietare la caccia non a 50 metri dalle strade, come è previsto attualmente, ma ad almeno un chilometro»

 

La Polizia Provinciale di Belluno ha diffuso i dati relativi agli investimenti di capi di fauna selvatica, redigendo anche una mappa delle arterie stradale statisticamente più a rischio. Nei primi otto mesi dell’anno gli incidenti automobilistici per l’impatto con animali selvatici, in particolare Cervi, Caprioli e Cinghiali, sono stati 233. In molti di questi episodi si sono verificati la morte dell’animale e gravi danni all’automobile coinvolta.

 

I punti più a rischio risultano la strada statale 50, nelle  località  Cusighe e La Rossa (zona aeroporto), la  zona di Levego, la frazione di Salce, il Boscon, il tratto stradale tra Belluno e Visome.

 

Con 34 episodi, il territorio comunale del capoluogo è quello che registra in provincia il maggior numero di investimenti. Cortina e Feltre hanno registrato 13 incidenti ciascuno, mentre  sulla statale 51 Alemagna, tra San Vito di Cadore e la città ampezzana, gli investimenti sono stati 24. Altra zona a rischio è quella tra Feltre e Quero, in particolare in località Santa Maria. Seguono Mel, tra le frazioni di Campo San Pietro e Bardies, la località Molinello tra Lentiai e Vas sulla strada provinciale della Madonna del Piave e Candaten a Sedico, la località attraversata dalla strada Agordina e inserita nel Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi.

 

L’eurodeputato Andrea Zanoni, vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo ha affermato: «Gli investimenti di animali selvatici sono all’ordine del giorno soprattutto nelle zone montane come il bellunese, in particolare dove passano strade ad alto scorrimento. Gli automobilisti rischiano la vita, perché viene spontaneo cercare di evitare l’ostacolo improvviso che ci si trova di fronte. Inoltre gli animali non si salvano quasi mai dall’impatto e gli esemplari come i Cervi, data la loro mole imponente, provocano danni ingenti anche alle autovetture. Gli incidenti si verificano più frequentemente quando la stagione venatoria è aperta, perché queste povere bestiole cercano di scappare disorientate e terrorizzate dai cacciatori e dai cani da caccia che li braccano. Bisognerebbe vietare la caccia non a 50 metri dalle strade come è previsto attualmente ma ad almeno un chilometro ».

 

È a disposizione l’apparecchio “Save A Deer whistle” (fischietto salva cervi) che proviene dagli Stati Uniti. Si tratta di un fischietto ad ultrasuoni che viene applicato all’auto e emette un particolare sibilo capace di spaventare gli ungulati. Il suono è prodotto dal passaggio dell’aria attraverso i fori quando si raggiungono le 35 miglia orarie, ovvero i 56 chilometri per produrlo.

 

A ottobre 2012, Zanoni aveva già fatto presente alla Provincia di Belluno l’opportunità di dotarsi di quest’apparecchio dal costo esiguo, meno di sei dollari. «Rinnovo l’invito alla Provincia di Belluno a sperimentare questo apparecchio salva vita a costo praticamente pari a zero – ha concluso Zanoni – Si potrebbero salvaguardare l’incolumità degli automobilisti, si possono evitare danni ingenti alle automobili e si può salvare la vita a tanti animali».

 

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