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«Corrida, patrimonio dell’umanità? Una proposta inaccettabile da ritirare immediatamente»

La Commissione Cultura del Congresso spagnolo vuole presentare la richiesta all’Unesco per inserire la corrida nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «L’uccisione cruenta di un animale non può essere considerata cultura. È il retaggio di un passato che deve essere cancellato nell’Europa del ventunesimo secolo. Il Parlamento iberico faccia subito retromarcia»

 

La Commissione Cultura del Congresso spagnolo vuole presentare la richiesta all’Unesco per inserire la corrida nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Il Parlamento spagnolo, però, si è spaccato sulla proposta: il provvedimento è stato messo ai voti ed è stato approvato con i voti del Partito Popolare, che ha la maggioranza assoluta, e degli autonomisti della Navarra dell’Upn, mentre Psoe e Unione Progresso e Democrazia si sono astenuti e i rimanenti hanno votato contro.

 

Ora il testo della richiesta sarà inviato al Senato e sarà avviato l’iter di richiesta ufficiale. L’eurodeputato Andrea Zanoni, vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la conservazione degli Animali al Parlamento europeo ha affermato: «La morte di un animale tra atroci sofferenze non può essere spettacolarizzata e soprattutto non è patrimonio dell’umanità. La società del XXI secolo deve essere improntata sul rispetto della vita ed è inaccettabile che si possa anche solo pensare che l’uccisione lenta e dolorosa possa rientrare nell’elenco delle ricchezze culturali dell’Unesco. All’inizio di luglio scorso avevo inviato una lettera a nome dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, esprimendo profonda preoccupazione per il disegno di legge 120/000005 che prevede l’istituzione della corrida come un patrimonio culturale spagnolo. L’Europa non riconosce la tortura degli animali come patrimonio da preservare. Il Senato iberico ponga rimedio a questa vergogna: la corrida è un crimine e va bandita dal mondo».

 

A metà maggio, uno studio condotto da ERC/Catalonia Sí ha denunciato che circa 129 milioni di euro di fondi agricoli vengono destinati ogni anno all’alimentazione dei tori destinati alle corride. La stima si basa sui soldi spesi per ettaro e, secondo gli eurodeputati spagnoli, è scontata la loro vera finalità visto che i tori sono destinati solo a questa attività.

 

Già a giugno 2013, Zanoni aveva firmato la petizione (LINK) contro l’uso di fondi UE per l’allevamento di tori destinati alla corrida in Spagna, indirizzata al Commissario Ue all’Agricoltura Dacian Ciolos  con cui si chiede di eliminare immediatamente questi sussidi.

 

BACKGROUND

 

La proposta è nata dalla richiesta della Federazione della Corrida in Catalogna, che ha presentato al Congresso una petizione di 600 mila firme. All’inizio l’intenzione era quella di  riconoscere la Corrida bene culturale spagnolo,  per evitare che potesse essere vietata, come da anni richiedono molte associazioni anche non spagnole e come è già avvenuto in Catalogna. In Commissione, invece, il Partito Popolare è andato oltre proponendone il riconoscimento come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

 

 

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