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Il Consiglio di Stato blocca l’ampliamento della discarica Vianelle di Marano (VI)

Il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica presentati dai Comuni di Marano (VI) e Thiene (VI), con i quali si chiedeva l’annullamento dell’autorizzazione provinciale ad ampliare la tipologia di rifiuti nella discarica Vianelle di Marano. L’eurodeputato PD Andrea Zanoni ha affermato: «Una grande vittoria dei cittadini e dei Sindaci che, grazie all’impegno e alla tenacia, sono riusciti a ristabilire la legalità in difesa della loro salute e del territorio»

 

La Seconda Sezione del Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica presentati dai Comuni di Marano Vicentino (VI) e Thiene (VI), bloccando l’ampliamento della tipologia di rifiuti speciali conferibili nella discarica Vianelle. I due Comuni, con i ricorsi presentati ad agosto 2012, avevano chiesto, infatti, l’annullamento dell’autorizzazione provinciale al conferimento di nuovi rifiuti speciali.

 

 Il decreto della Provincia d Vicenza numero 62/Suolo Rifiuti/2012 del 20 aprile 2012 aveva autorizzato la conferibilità di oltre 60 codici CER (Codice Europeo Rifiuti), tra cui anche 10 codici classificabili come pericolosi o non, a seconda delle analisi effettuate dalle stesse ditte conferitrici.

 

Tra i motivi addotti dal Consiglio di Stato c’è il rischio, in caso di rottura del manto impermeabilizzato della discarica, d’inquinamento della falda acquifera sita a 50 metri di profondità, con possibili gravi danni alla salute dei cittadini. La Provincia, secondo il Consiglio di Stato, avrebbe dovuto comunicare al Comune l’avvio del procedimento di rilascio della nuova autorizzazione, proprio per il carattere di estrema vulnerabilità ambientale della zona in cui sorge la discarica.

 

La Corte ha sottolineato anche il mancato rispetto della procedura prevista, visto che la Provincia ha adottato il decreto senza il parere della Commissione tecnica provinciale e senza effettuare le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

 

L’eurodeputato PD Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: «È stata una lunga battaglia in cui fin dall’inizio si è cercato di far valere le motivazioni che ora, con la sentenza del Consiglio di Stato, hanno prevalso. I cittadini, supportati dalle loro Amministrazioni, Sindaco di Marano in primis, sono riusciti a far rispettare il sacrosanto diritto alla salute e a difendere il territorio grazie alla tenacia e all’impegno. La discarica Vianelle, anche senza la nuova autorizzazione, aveva già raggiunto dimensioni abnormi senza procedere con la necessaria Valutazione d’Impatto Ambientale come prevede la Direttiva 2011/92/UE.  Una leggerezza che faceva del sito una potenziale bomba a orologeria per la salute degli abitanti della zona e per l’ambiente. Finalmente il Consiglio di Stato ha bloccato questa scellerata decisione e ripristinato la legalità. Conosco bene questo caso e nel 2012 avevo fatto un sopralluogo proprio sul sito incriminato incontrando gli amministratori sul posto».

 

Intanto, in Municipio a Marano il sindaco Piera Moro ha commentato che “è tanta la soddisfazione di vedere un iter che raggiunge il suo compimento e quindi di poter dire ai cittadini che quando vediamo qualcosa che non è perfettamente corretto abbiamo la possibilità di chiedere, attraverso la legge, il ripristino della legalità. In questo caso era evidente che i Comuni dovevano essere sentiti, perché sono i primi in obbligo a difendere, preservare e curare il proprio territorio. Se siamo esautorati da questo dovere, viene meno la diretta rappresentanza nei confronti del bene comune. Grazie alla sinergia creata tra i Comuni e all’equilibrio con cui abbiamo condotto questo pezzo di strada insieme, possiamo dire ai nostri cittadini che noi come sindaci ci siamo e contiamo”.

 

Le ha fatto eco l’assessore alla Qualità del Territorio di Marano Vicentino, Francesco Luca sottolineando che: “La questione dell’aumento delle tipologie di rifiuti all’interno della discarica Vianelle è stato uno dei primi problemi che abbiamo affrontato come Amministrazione. Due gli aspetti fondamentali che abbiamo sottolineato: la delicatezza del sito, posto sopra la falda acquifera che rende, come minimo, obbligatorio il procedimento di VIA (Valutazione Impatto Ambientale), e il silenzio con il quale il provvedimento è stato emanato. Il Consiglio di Stato ci dà ragione proprio su questi temi: ora sappiamo che, oltre a essere sconveniente, è pure illegittimo prendere decisioni simili senza coinvolgere comuni e cittadinanza. Il lavoro a tutela dell’acqua e della falda continuerà, più forte di prima. Desidero ringraziare tutti i Comuni che hanno condiviso il ricorso, tra cui Vicenza e Padova, i professionisti che con il loro lavoro l’hanno supportato, il geologo Marchetto e i tecnici di eAmbiente, oltre all’importante lavoro di sensibilizzazione fatto dal Movimento Salvaguardia Ambiente di Marano Vicentino”.

 

BACKGROUND

 

 La discarica di proprietà della Servizi S.r.l. in località Vianelle, nel comune di Marano Vicentino (VI), interessa in parte anche il comune di Thiene (VI). La struttura, classificata ancora oggi impropriamente come discarica per inerti volta alla ricomposizione ambientale della cava sulla quale insiste (in parte ancora attiva), per effetto di una serie di autorizzazioni della Provincia di Vicenza è arrivata ad assumere caratteristiche diverse da quelle originarie, con volume ricettivo pari a circa 3.600.000 metri cubi di rifiuti su una superficie di oltre 230.000 metri quadrati.

 

L’ultimo decreto provinciale numero 62/Suolo Rifiuti/2012 del 20 aprile 2012, ha aumentato di ulteriori 13 nuovi codici CER le categorie ammesse (tra questi: CER 17 03 02, CER 19 12 12 e CER 10 01 17). La discarica è ora autorizzata a ricevere rifiuti corrispondenti a ben 62 diversi codici CER, 37 dei quali classificabili di volta in volta come pericolosi o non pericolosi a seconda delle concentrazioni di determinate sostanze in essi presenti all’esito di analisi chimiche all’uopo effettuate.

 

 Il 30 aprile 2012 la Provincia di Vicenza aveva autorizzato il conferimento di rifiuti speciali nella discarica dell’ex cava Vianelle, avente un potenziale di volume residuo pari a tre milioni 138 mila metri cubi, ampliando la tipologia dei rifiuti che potevano essere portati all’interno dai 18 tipi del 2005 ai 60 attuali. Tra i vari rifiuti autorizzati c’erano anche i fanghi di varia provenienza, rifiuti da fonderie, miscele bituminose, ceneri e soprattutto i famigerati rifiuti provenienti dalle bonifiche dei siti inquinati.

 

Il sindaco di Marano Vicentino, Piera Moro, aveva annunciato battaglia, mentre Legambiente aveva lanciato una raccolta firme per difendere la falda acquifera sottostante il sito Vianelle. In quell’occasione, Zanoni aveva espresso solidarietà e appoggio ai Comuni e alle associazioni impegnate nella difesa della salute e del territorio.

 

Ad agosto 2012, Andrea Zanoni aveva incontrato Stefano Zambon, presidente del Movimento Salvaguardia Ambiente di Marano Vicentino e l’Assessore all’Ambiente e alla Qualità del Territorio di Marano, Luca Francesco, a margine di un sopralluogo all’ex cava Vianelle, denunciando i gravi rischi per la salute e per la falda acquifera durante un incontro in Municipio a Marano Vicentino.

 

L’8 aprile 2013, Zanoni ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere di bloccare il conferimento dei rifiuti speciali nell’ex cava che mette a rischio la falda acquifera sottostante e la salute di migliaia di cittadini della zona, denunciando la decisione della Provincia di Vicenza di ampliare la tipologia di rifiuti che possono essere smaltiti all’interno dell’area a Marano Vicentino adottata senza che sia stata effettuata alcuna procedura di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) come prevede la Direttiva 2011/92/Ue e con possibili violazioni della Direttiva “Discariche” 1999/31/CE.

 

Il 16 maggio 2013 il Commissario all’Ambiente Ue Janez Potočnik, in risposta all’interrogazione, ha fatto sapere che  “la Commissione non è al corrente del cambiamento delle condizioni operative della discarica di Vianelle. Le competenti autorità nazionali saranno invitate a trasmettere le informazioni necessarie per determinare se sussistano le violazioni segnalate”.

 

 Il 3 maggio 2013, il Consiglio regionale del Veneto ha respinto, con i voti di della Liga Veneta-Lega Nord Padania e Pdl, la mozione sostenuta da PD, IDV e Rifondazione Comunista intitolata “Discarica Vianelle: la Regione si impegni al fine da evitare un altro scempio ambientale”.

 

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