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I CAVATORI DELLA MARCA DI TREVISO CAVALCANO L’ONDA DELLE ENERGIE RINNOVABILI PER SCAVARE ANCORA!

Oggi finalmente il fotovoltaico sta vivendo il suo momento, lo Stato incentiva gli investimenti, gli ambientalisti sono favorevoli, le amministrazioni locali spasimano per esibire impianti nel loro territorio; peccato però che i fondi non siano sufficienti ed il “Conto energia” sia in fase di quasi esaurimento. A Treviso accade che i cavatori offrano enormi impianti fotovoltaici per consentire loro di continuare a scavare anche dove la legge gli imporrebbe di chiudere. La trovata è del Gruppo Biasuzzi, che ha subito predisposto apposite convenzioni; la più nota è quella sottoscritta dal Comune di Ponzano Veneto il 30 dicembre scorso. Con questo accordo, Biasuzzi, Calcestruzzi e Superbeton di Grigolin potranno scavare ancora per 20 anni, ben 8 milioni di metri cubi di ghiaia, addirittura fino alla profondità di 65 metri nella cava Morganella di Ponzano e Paese. I cavatori offrono al Comune un impianto fotovoltaico galleggiante da 800 KWp, oltre a tre cogeneratori alimentati a gasolio o con oli vegetali (olio di palma?). Anche il Comune di Istrana è stato allettato dal Gruppo Biasuzzi, che tramite la Geo Nova ha sottoscritto una convenzione in cambio di 2,3 milioni di Euro per consentire la realizzazione di un parco fotovoltaico interrato su un’area di 70 mila metri quadri. Per realizzarlo si potrà scavare fino a 13 metri: praticamente una cava! Il tutto rientra nel piano di reinserimento ambientale della discarica Geo Nova tipo ex 2B di Pezzan, nota fra l’altro per concorrere assieme alla Tiretta, ad ammorbare l’aria di Paese e di Istrana. Le amministrazioni sono rimaste abbagliate da queste proposte? Pare proprio di sì. A Ponzano si accettano altri 20 anni di escavazioni in un sito che dovrebbe invece essere ricomposto da anni e ad Istrana la sistemazione di una discarica maleodorante diventa l’occasione per mascherare una nuova cava. Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente ha dichiarato: È davvero inquietante che le energie pulite della Green Economy, come il fotovoltaico, promosse anche da Paeseambiente con incontri formativi e divulgativi, diventino per i cavatori il grimaldello con cui estorcere alle amministrazioni il consenso per continuare a fare quello che hanno sempre fatto: i loro interessi a discapito del nostro ambiente.

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