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Fino a 100 mila euro per i quattro cacciatori vicentini fermati in Albania con cacciagione illegale

La Polizia di frontiera albanese ha fermato quattro cacciatori vicentini che stavano trasportavano in frigoriferi nei bagagliai uccelli protetti e specie cacciabili in numero eccessivo rispetto al consentito. L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «Un plauso alle autorità albanesi. In Italia abbiamo sanzioni ridicole e ferme dal 1992, le più fasulle dell’Unione Europea. Invito il Parlamento italiano ad occuparsi anche di questo prima che le nostre campagne piombino nel totale silenzio per l’estinzione di ogni singolo uccello»

 

Il fine settimana scorso, la Polizia di frontiera albanese ha fermato quattro cacciatori vicentini che trasportavano, in frigoriferi nei bagagliai delle auto, uccelli protetti e specie cacciabili in numero eccessivo rispetto al consentito.

 

I quattro cacciatori sono stati ascoltati dagli agenti di frontiera e da un responsabile regionale che ha spiegato loro che avrebbero dovuto affrontare il processo. L’alternativa per i cacciatori è aspettare in Albania l’udienza oppure pagare una cauzione che gli permetterebbe di essere processati in contumacia. Secondo la legge albanese potrebbero anche pagare cauzione e sanzione, per un importo complessivo di circa 25 mila euro a testa, ovvero 100 mila euro totali per la cacciagione illegale.

 

L’eurodeputato Andrea Zanoni, vice Presidente dell’Intergruppo per il benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo ha affermato: «Mi congratulo con le autorità albanesi. Siamo solo noi in Italia ad avere in materia di caccia delle sanzioni ridicole e fasulle che non portano mai all’arresto nemmeno per i reati più gravi, per il bracconaggioa abbiamo le sanzioni più leggere dell’Unione Europea, ferme addirittura dal 1992 e espresse ancora in lire, tant’è vero che   le guardie devono sempre  convertirle in euro. Invito vivamente il Parlamento italiano ad occuparsi anche di questo prima che le nostre campagne piombino nel totale silenzio per la  scomparsa di ogni singolo uccello».

 

I precedenti di fermi all’estero di cacciatori italiani fuori legge, a dimostrazione che all’estero le sanzioni sono piu’ severe,  non mancano. L’11 ottobre 2012, quindici cacciatori italiani sono stati arrestati a Cernavoda, Costanza, in Romania, accusati di bracconaggio. Nelle loro camere d’albergo erano stati rinvenuti 20 fucili da caccia e 10.000 cartucce non autorizzate nonché le carcasse di un migliaio di uccelli protetti imballati in cartoni per essere inviati in Italia. Dalle indagini delle autorità romene era emerso che gli italiani non erano in possesso di regolare licenza e utilizzavano richiami acustici per uccelli.

 

A settembre 2008, l’allora Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia, attuale Governatore del Veneto, ha coinvolto l’ex Ministro degli Esteri Franco Frattini, ambasciatori e ha scomodato il vescovo di Zagabria, per far liberare un cacciatore di Treviso arrestato per bracconaggio in Croazia e incarcerato a Zagabria. «Se non riusciamo a prevedere sanzioni che facciano da deterrente in Italia, almeno non interferiamo nella legislazione di Stati che hanno norme serie in materia di caccia e le fanno rispettare», ha concluso Zanoni.

 

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