ANDREA

ZANONI

Consigliere Regionale

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Commercio illegale uccelli da richiamo

Rinviati a giudizio nove persone per traffico illecito di uccelli da richiamo in provincia di Treviso. Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV: “La giustizia accerti e punisca i responsabili. Grave caso di convivenza tra controllori e controllati”
“Mi auguro che la giustizia accerti fino in fondo le responsabilità delle persone accusate di traffico illecito di uccelli da richiamo in provincia di Treviso”.

Così Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e Presidente della LAC Veneto commenta la decisione del giudice Silvio Maras di rinviare a giudizio ben nove persone accusate di bracconaggio nel trevigiano. “L’episodio è ancora più grave perché tra i coinvolti ci sono il responsabile del centro di cattura di volatili di Cordignano, un  guardacaccia e perfino due funzionari pubblici”.

Tra le ipotesi accusatorie rientra la violazione della legge sulla caccia, il maltrattamento di animali, l’abuso d’ufficio (per i due funzionari della Provincia) e il furto aggravato di uccelli. Archiviata invece l’accusa di associazione per delinquere. L’inchiesta è iniziata nel febbraio 2008 quando il Corpo Forestale dello Stato ha scoperto la vendita illegale di uccelli da richiamo del centro di Cordignano proprio con il bene placet dei dipendenti della Provincia che avrebbero invece avuto il compito di eseguire i controlli.

“Si tratta di una gravissimo episodio non solo di maltrattamento di uccelli, cosa di per se già terribile, ma anche di convivenza fraudolenta tra controllori e controllati e solo a fini di lucro”, ha detto Zanoni. “Mi auguro che, qualora i capi di accusa fossero confermati, la sentenza del tribunale di Treviso punisca in modo esemplare i responsabili di questo scandalo anche per dare l’esempio a quanti continuano a pensare di poter disporre degli animali selvatici a proprio piacere e per un tornaconto del tutto personale”.

L’udienza si aprirà il prossimo 7 febbraio presso il tribunale di Treviso con nove imputati chiamati a rispondere a vario titolo per i reati di traffico illecito di uccelli da richiamo, violazione della legge sulla caccia, maltrattamento di animali, furto aggravato e abuso d’ufficio.

Zanoni ha poi aggiunto: “La Commissione Europea sta per aprire una nuova procedura di infrazione proprio sulla cattura degli uccelli da richiamo perché i richiami vivi dovrebbero provenire da degli allevamenti e non dovrebbero essere catturati in deroga alla “Direttiva Uccelli”, la quale vieta tassativamente l’uso delle reti. Quindi c’è pure il rischio che a pagare per la cattura degli uccelli utilizzati dai cacciatori come richiami vivi, siano i soliti contribuenti”.

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