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Caccia illegale, la Romania non diventi l’Eden dei cacciatori italiani

Andrea Zanoni (IdV) presenta un’interrogazione alla Commissione europea sull’utilizzo dei richiami acustici illegali per la caccia in Romania. “Bucarest rispetti il diritto comunitario. No al turismo venatorio italiano nel far west della caccia”

 
“La Romania sta diventando il far west dei cacciatori italiani”. L’allarme è lanciato da Andrea Zanoni, eurodeputato IdV e vice presidente dell’intergruppo Benessere degli animali al Parlamento europeo con un’interrogazione alla Commissione europea. “Non soltanto la Romania non vieta espressamente i richiami elettroacustici vietati espressamente dalla Direttiva Uccelli 2009/147/CE, ma viene spacciata da alcuni tour operator senza scrupoli come l’Eden del cacciatore dove tutto è possibile”.

 

Sotto accusa la legge rumena sulla caccia n. 407/2006 che ha abrogato alcuni divieti, fra i quali proprio l’uso di richiami elettroacustici vietati dall’articolo 8 della Direttiva Uccelli 2009/147/CE. “In questo modo non soltanto viene di fatto legalizzato l’utilizzo di strumenti vietati dalla Direttiva Uccelli, ma alcuni tour operator venatori stanno attirando nel Paese molti turisti-cacciatori, soprattutto italiani, con la promessa di poter dar libero sfogo alla propria ingordigia venatoria grazie anche all’utilizzo di questi strumenti”, spiega Zanoni. “Ecco che in questi pacchetti all inclusive vengono compiute stragi di allodole, tordi, cesene, quaglie, uccelli protetti come verdoni, fringuelli, calandre, e pure oche e anatre, fra le quali specie globalmente minacciate come la moretta tabaccata e l’oca collorosso, come risulta dai sequestri effettuati alle dogane relativi a carichi provenienti dalla Romania”.

 

Per questo Zanoni ha chiesto alla Commissione europea di chiedere a Bucarest di “adottare una legislazione che recepisca in modo chiaro e inequivocabile i dettami della Direttiva Uccelli con particolare riferimento ai mezzi vietati nella caccia” e di spingere affinché “metta in atto sul proprio territorio severi controlli sull’attività venatoria dei cacciatori stranieri, con particolare riferimento a quelli italiani”. “I siti Internet che pubblicizzano pratiche vietate dalle Direttive europee vanno oscurati – conclude l’eurodeputato – E i Paesi dal quale partono gli immigranti cacciatori, come l’Italia, devono mettere in atto misure concrete per reprimere il commercio illegale di fauna protetta proveniente dalla Romania”.

 

 

 

Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni

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