ANDREA

ZANONI

Consigliere Regionale

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AGIRE SUBITO PER EVITARE ALTRE TRAGEDIE NEI LUOGHI DI LAVORO

La giornata di mobilitazione che si è tenuta in Veneto la settimana scorsa, indetta dalle organizzazioni sindacali per denunciare ancora una volta le carenze e i nodi che stanno alla base delle tragiche e continue morti nei luoghi di lavoro, richiama la stessa Regione ad agire per arginare il fenomeno
Esiste un Piano strategico regionale per la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro ma siamo lontani da una sua piena attuazione. Bisogna ancora rimuovere gli ostacoli al reclutamento di varie figure professionali nella pianta organica degli Spisal: medici del lavoro, tecnici della prevenzione, psicologi e altro personale specialistico ausiliario. La Commissione consiliare Legalità, che presiedo, ha intrapreso un percorso conoscitivo sulle malattie professionali e gli infortuni sul lavoro, dal quale sono emerse criticità e carenze pesanti. Questo, in uno scenario che (dati Inail) conta costantemente in Veneto oltre 75 mila denunce di infortuni sul lavoro ogni anno, con il territorio trevigiano che risulta tra i più colpiti. Basta solo ricordare le recenti morti di Mattia Battistetti a Montebelluna e di Anila Grishaj a Pieve di Soligo.
Chi governa la Regione non ha più alibi: serve agire e investire risorse, come peraltro è stato deciso in occasione dell’ultimo bilancio con l’approvazione di un nostro ordine del giorno che impegna la Giunta ad intervenire concretamente per rafforzare i presidi di vigilanza e controllo. Inoltre, è indispensabile limitare i subappalti e far sì che le norme degli appalti pubblici valgano anche per i lavori nei cantieri privati.
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