Vorrei ringraziare tutti i cittadini che sono venuti in centinaia alle quattro conferenze che ho organizzato sulla terribile strage di cani che si sta compiendo in Ucraina in vista dei campionati di calcio Europei 2012. Mestre,Udine, Trento, Bologna. Centinaia di persone hanno riempito le sale della conferenza “Il Pallone che uccide” dimostrando tutta l'indignazione per queste terribile uccisioni compiute quotidianamente e con i mezzi più barbari.  
Ho voluto portare in Italia la testimonianza del fotoreporter italiano e delegato Oipa che vive a Kiev Andrea Cisternino e la volontaria ucraina Alina Kostenko, perché sono più che convinto che una simile tragedia non vada taciuta. La lontananza (relativa) dell'Ucraina, l'assenza di una copertura mediatica adeguata e lo stato di abbandono in cui sono lasciati i volontari sul campo, ha circondato questa strage di una coltre di non detto che solo il tam tam su Internet e sui social media ha parzialmente intaccato. Ebbene questo non è tollerabile, come non sono tollerabili le violenze che in un primo tempo addirittura le autorità ucraine hanno permesso nel Paese. Tanto più che tutto questo è avvenuto solo per “ripulire” le strade delle città che ospiteranno le partite degli Europei. L'Europa non può essere complice silenziosa di questa strage, non quell'Europa che ha lanciato una nuova Strategia sul Benessere degli Animali e che ha scritto nero su bianco nel suo ultimo trattato ufficiale (Lisbona 2009) che gli animali sono “esseri senzienti”.

Per questo motivo mi sono attivato con un'interrogazione al Parlamento europeo per chiedere all'Ue di usare tutto il suo peso diplomatico per spingere le autorità ucraine a fare il possibile per fermare queste uccisioni e ho scritto personalmente al Presidente ucraino Victor Yanokovych e al Premier Mykola Azarov per chiedere un intervento deciso e immediato. Lettere per le quali attendo ancora una risposta).

Con queste conferenze ho voluto portare il problema anche in Italia, di fronte agli occhi e ai cuori di tutti quelle persone che, come me, non riescono a non commuoversi di fronte a simili sofferenze inflitte ai nostri amici animali. La vicinanza e il calore dimostratomi dalle centinaia di uomini, donne, ragazzi e anziani che hanno riempito le sale, mi hanno dimostrato che non avevo torto. A tutti voi dico grazie e prometto che continuerò a seguire questa vicenda facendo tutto il possibile, nei limiti del mio mandato di Europarlamentare, affinché simili tragedie non si verifichino mai più.

Andrea Zanoni