Dopo l’ennesima strage che ha visto morire circa quattrocento cetacei in una caccia crudele e disumana nelle isole danesi, ho deciso di scrivere al Primo Ministro danese Thorning-Schmidt e al suo collega Johannesen delle isole Faroe. Dopo aver rivisto anche quest’anno i video che riprendono il Grindadráp, ovvero la barbara uccisione di questi poveri animali indifesi, ho deciso di rivolgermi alle Autorità per chiedere che venga messa fine a questa ingiustificata crudeltà.

 

Alla fine di luglio, circa quattrocento Globicefali sono stati
massacrati in una caccia crudele e disumana, causando loro una
sofferenza terribile che può durare fino a quattro minuti. Ho scritto il 2 agosto 2013 al Primo Ministro danese Thorning-Schmidt e al suo collega Johannesen delle isole Faroe esprimendo il mio sdegno e la mia contrarietà.

Le Isole Faroe dipendono politicamente dalla Danimarca la quale fa parte dell’Unione europea. La maggior parte dei cittadini europei si aspetta che vengano rispettati
determinati standard per il benessere degli animali, come indicato nell’articolo 13 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in cui gli animali sono definiti “esseri senzienti”. Questa pratica, nascosta dietro la scusa delle tradizioni, deve terminare.

Ho deciso di rivolgermi direttamente ai Primi Ministri esprimendo il suo disappunto al Grindadráp, ovvero la caccia di Globicefali (Globicephala melas) e altri piccoli cetacei come gli Iperodonti boreali (Hyperoodon ampullatus) e i Delfini con la parte ventrale bianca, l’Agonorinco acuto (Lagenorhynchus acutus). Una vera e propria mattanza, infatti, si svolge
ogni anno sulle coste delle isole Faroe, soprattutto in estate.

Ho ricevuto diverse e-mail da parte di cittadini europei inorriditi da questa pratica tradizionale e feroce, soprattutto in questi ultimi giorni dopo l’ultima Grindadráp: tutti questi cittadini hanno chiamato per fermare la mattanza. In tutta Europa, nel mondo, e anche tra la popolazione locale è accresciuta la consapevolezza per questa attività di caccia. I Globicefali sono animali pacifici, molto curiosi e si muovono in branchi. Nelle loro migrazioni, passano nelle vicinanze delle isole Faroe, soprattutto nel periodo estivo: appena avvistati tutta la popolazione si mette in moto per iniziare la caccia, circondandoli a semicerchio con le barche e convogliandoli verso piccole baie prestabilite che si trovano a ridosso delle città, verso l’acqua bassa, dove li attendono i loro massacratori.

I poveri animali portati verso riva verrebbero uncinati per la coda, trascinati sul bagnasciuga e quindi uccisi barbaramente a coltellate mentre si dibattono e gridano di dolore ed il mare diventa rosso del loro sangue.

Questa barbara pratica non può continuare. Purtroppo è un’attività legale e regolata sembra da norme dalle Autorità delle Isole Faroe. Ho chiesto, quindi, ai Primi Ministri danese e delle Isole Faroe di fornirmi gli elementi per capire come viene considerato il benessere dei cetacei in questa caccia e come vengono applicate le norme esistenti. In particolare, ho invitato le Autorità a farmi conoscere il contenuto dei regolamenti, a indicare se, ad esempio nel caso della recente caccia del
22 luglio 2013 nella baia di Viðvík, sono stati osservati e se, come in altre attività di caccia e di produzione di carne, si stanno compiendo sforzi per rivedere e rinnovare tali norme, al fine di migliorare gli standard di benessere degli animali.

Andrea Zanoni