Giovedì e venerdì scorso sono stato a Kiev, in Ucraina, insieme all'amico e fotoreporter Andrea Cisternino per fare il punto sulla situazione dei randagi in tutto il Paese e incontrare esponenti delle autorità locali per avere assicurazioni su misure che contrastino le scorribande dei famigerati doghunters, gli uccisori di cani. Ho registrato delle importanti aperture da parte delle autorità locali, che si sono dette disposte a prendere misure concrete che contrastino la mattanza dei randagi nel Paese che durante gli europei di calcio del 2012 ha raggiunto il suo apice. Con Andrea Cisternino ho visitato i rifugi dove volontari dal cuore enorme a loro proprie spese curano i randagi scappati alla persecuzione. Il bilancio della mia visita è tutto sommato positivo, ma adesso aspetto i fatti (VIDEO).

 

 

Mi sono occupato del randagismo in Ucraina dopo lo scandalo delle uccisioni di massa di cani e gatti randagi nel Paese prima del campionato di calcio europeo del 2012. Avvelenamenti, bastonate e addirittura spari con armi da fuoco. Così i randagi sono stati massacrati per mesi. Metodi barbari impiegati da un Paese moderno per “risolvere” il problema randagismo e far filare lisci i campionati di calcio. Protagonisti assoluti gli spietati doghunters, i cacciatori professionisti di cani che si aggirano per le strade ucraine al solo scopo di massacrare questi poveri animali. Come essere umano sono stato disgustato dalle immagini di questi massacri che hanno fatto il giro di Internet, come eurodeputato ho fatto tutto il possibile affinché queste uccisioni cessassero prima possibile, interpellando sia la Commissione europea che scrivendo alle autorità ucraine. (INTERROGAZIONE) (LETTERA). Affinché queste stragi non rimanessero confinate al mondo di Internet, ho organizzato un ciclo di conferenze in Italia per mobilitare l'opnione pubblica internazionale contro questa vergogna. (CONFERENZA)

 

In questi due giorni di mio viaggio a Kiev, ho incontrato prima di tutti una quarantina di volontari ucraini insieme all'amico Andrea, con i quali abbiamo fatto il punto sulla situazione nel Paese. Purtroppo le uccisioni, anche se non ai ritmi spaventosi pre europeo 2012, continuano, e i dog hunter rimangono sostanzialmente impuniti (FOTO).

 

Il giorno successivo ho incontrato l'ambasciatore italiano a Kiev Fabrizio Romano. Si è trattato di un incontro molto utile vista la cooperazione dell'ambasciatore nella nostra battaglia. Poi ho incontrato personalmente alcune autorità ucraine, in primis il Primo-Vice sindaco di Kiev, Anatoliy Golubchenko, e una decina di funzionari del municipio di Kiev. Dopo un'ora e mezza di discussione, il Primo-Vice sindaco ha fatto importanti concessioni. Ha promesso un tavolo di concertazione con le associazioni ucraine, compresa l'International Animal Protection League onlus dell'amico Cisternino. Ha anche promesso di contattare personalmente i volontari per identificare i famigerati doghunters nonché di rafforzare le cliniche con nuovi veterinari”. (FOTO)

 

Successivamente ho incontrato un deputato al parlamento ucraino con il suo nutrito staff di legali e tecnici, Alexander Feldman, in merito all'adeguamento dell'Ucraina alle leggi europee sul maltrattamento degli animali. Con Feldman ho intenzione di collaborare in prima persona visto che si è impegnato a presentare in parlamento un progetto di legge sulla tutela dei randagi. Per questo gli fornirò al più presto i dettagli delle norme italiane e lituane a riguardo, tra le più all'avanguardia in Europa”. (FOTO)

 

Oltre che alle visite ufficiali e agli incontri con le autorità, ho voluto vedere con i miei occhi e sempre grazie alla guida dell'amico Cisternino, i punti dove i randagi sono nascosti e protetti dagli attacchi dei doghunters. A tutti i volontari e volontarie va il mio ringraziamento di cuore per tutto quello che fanno. (FOTO) (VIDEO)

 

Come detto, sono soddisfatto di quanto ottenuto in questi due giorni di missione in Ucraina, sia in termini di promesse delle autorità che di impegno civile profuso da centinaia di volontari che si contrappongono alla ferocia dei doghunters. Adesso continuerò a monitorare la situazione affiché alle parole seguano i fatti e gli impegni presi dalle autorità non restino solo sulla carta. Come eurodeputato continuerò a fare tutto il possibile affinché l'Ucraina adotti e faccia rispettare degli standard rigorosi sulla protezione dei randagi in tutto il Paese.

 

Andrea Zanoni