La Sezione di Castiglione delle Stiviere del Tribunale di Mantova ha condannato il rappresentante di un’azienda agricola a due mesi di reclusione, vietandogli di svolgere l’attività per 3 mesi. Complimenti alla Polizia Stradale di Legnago (VR) che ha effettuato i controlli permettendo di scoprire un povero vitello di alcuni mesi trasportato verso il macello in modo disumano. È ora di fermare l’abominio che ogni notte si verifica sulle strade italiane.


La Sezione distaccata di Castiglione delle Stiviere del Tribunale di Mantova ha emesso un decreto di condanna a due mesi di reclusione e alla pena accessoria del divieto di svolgere l’attività per tre mesi nei confronti del rappresentante di un’azienda agricola, imputato di falso ideologico e maltrattamento di animali per aver trasportato in condizioni gravissime un vitello ammalato di alcuni mesi destinato al macello.


Il 7 gennaio 2011, la Polizia Stradale di Legnago (VR) aveva fermato un camion diretto al macello Inalca di Castelvetro (MO). Durante il controllo, era stato scoperto un giovanissimo vitello in condizioni terribili. Il povero animale era allo stremo delle forze, ansimante, riverso su un fianco nei suoi stessi escrementi, incapace di deambulare destinato poi a finire nelle tavole degli italiani.


La condizione delle mucche a terra, denunciata troppe volte dalle associazioni animaliste, ha purtroppo trovato l’ennesima conferma in questo vergognoso episodio. Complimenti alla Polizia Stradale di Legnago (VR) che ha permesso di portarlo alla luce. Il trasporto degli animali nei macelli deve svolgersi osservando le norme imposte dalla Comunità europea a tutela degli animali e per la sicurezza dei consumatori. I controlli negli allevamenti e nei macelli devono essere improntati alla “tolleranza zero”. Invece, oggi, sulle strade italiane si verificano vere e proprie torture nei confronti degli animali. I trasportatori e gli allevatori si fanno beffe del Regolamento comunitario n.1 del 2005, che vieta espressamente il trasporto di esemplari stremati, malati e incapaci di reggersi in piedi. La normativa esiste e deve essere fatta rispettare, i controlli devono essere ferrei e le sanzioni severe.


All’inizio di aprile ho organizzato tre conferenze sul tema “Esseri senzienti, non numeri. La protezione degli animali da allevamento in Europa ” a Bologna, Trieste e Vicenza. Da quando, a gennaio 2012, sono stato nominato vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere degli Animali al Parlamento europeo, l’obiettivo che mi sono posto e che sto perseguendo è stato quello di lavorare affinché gli intenti dell’articolo 13 del trattato di Lisbona, che definisce gli animali “esseri senzienti”, diventino finalmente realtà in tutta Europa.

Andrea Zanoni