ANDREA

ZANONI

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Ripuliamo l’Italia dall’amianto killer!

Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il numero di casi di malattie legate all’amianto in Ue è compreso tra i 20.000 e 30.000 l’anno. L’amianto va inertizzato in apposite strutture e non conferito in discarica come avviene troppo spesso. Ho denunciato a Bruxelles alcuni casi di smaltimento pericoloso in Italia e appoggiato alcuni provvedimenti europei volti a ripulire da questo veleno abitazioni, scuole e luoghi di lavoro.

 

In occasione della Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, il 28 aprile, ho partecipato alla conferenza “Amianto Killer. Salute, ambiente, bonifica” a Monticello Conte Otto (Vicenza). L’amianto in questi anni ha riempito interi cimiteri di persone ignare di quello che respiravano e vittime delle scelte irresponsabili di classi dirigenti ed imprenditoriali che hanno agito più nel lor interesse personale che in quello della salute pubblica. In Veneto mi sono sempre battuto affinché questa pericolosissima sostanza sia tratta in modo sicuro, ad esempio opponendomi alla discarica di amianto Terra a Paese (TV), chiedendo la ripulita della fabbrica dei veleni di Pernumia (PD), della discarica SEV di Padernello di Paese (TV) e chiedendo che venga fatta luce su cosa è stato messo sotto l’autostrada Valdastico Sud.

 

L’Unione europea è consapevole dei gravi danni di salute e delle vittime che l’amianto ha causato in questi anni ed è per questo che adesso metterà al bando tutto l’amianto ancora presente nelle nostre città e in diversi mezzi di trasporto. Questo anche grazie alla relazione sulle “Minacce alla salute dei lavoratori dovute all’amianto e prospettive di abolizione totale di tutto l’asbesto esistente” rafforzata dai 12 emendamenti che ho presentato e che erano stati approvati nelle Commissioni Ambiente e Occupazione e Affari sociali.

 

Adesso tocca agli Stati membri difendere concretamente i propri cittadini da questo materiale letale, iniziando a ripulire prima di tutto scuole e ospedali per poi eliminarlo da tutte le abitazioni e luoghi di lavoro. Basta poi conferirlo in discariche tradizionali, perché così facendo non si fa altro che inquinare l’ambiente e le falde acquifere. L’Europa sta dalla nostra parte!

 

Andrea Zanoni

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