ANDREA

ZANONI

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Lettera al Ministro Galletti: vietiamo i richiami vivi in Italia

Gentile Ministro Gian Luca Galletti, da ambientalista e animalista sono convinto che la pratica di utilizzare i richiami vivi nella caccia non è “solo” inaccettabile ma anche sanzionata dall’Europa. È dal 1996 che combatto questa vergogna tutta italiana con controlli e denunce fatte in veste di Guardia venatoria e ambientale volontaria, proseguita poi in Europa come eurodeputato dal settembre 2011. Si tratta di una battaglia di civiltà: non c’è bisogno di essere animalisti per sentire una fitta al cuore nel vedere queste migliaia di uccellini catturati, imprigionati e mutilati. Per questo la voglio ringraziare pubblicamente per aver denunciato anche lei questa barbarie e aver mostrato l’intenzione di fare qualcosa.

 

Non è facile, in questo delicatissimo momento per il nostro Paese, schierarsi pubblicamente contro una pratica che viene considerata ancora ammessa in molte regioni d’Italia. Mi auguro che i miei colleghi al parlamento italiano rispondano con i fatti alla sollecitazione del Ministro e alle 50mila firme depositate in questi giorni per chiedere la messa al bando dei richiami vivi, una pratica anacronistica e barbara che spero presto venga vietata in tutta Europa. I richiami vivi vengono catturati nei roccoli ovvero impianti muniti di reti da uccellagione, mezzi di cattura proibiti dalla Direttiva “Uccelli” 147/2009/CE, e consegnati poi ai cacciatori per essere utilizzati come richiami nella caccia da appostamento, detenendoli per sempre in gabbie talmente piccole da non poter mai più aprire nemmeno le ali (VIDEO).

 

Da animalista e ambientalista non ho mai smesso di combattere contro questa e altre pratiche barbare. E per questo sono finito nel mirino di molti cacciatori come “indesiderato” in Europa. Una ridicola campagna mediatica contro di me non mi ha di certo impedito di chiedere con interrogazioni parlamentari al Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik di intervenire su quanto avveniva in Italia ed in particolare in Veneto, la mia regione. Sempre a Bruxelles ho depositato diversi emendamenti a testi legislativi europei e sono intervenuto in varie occasioni in prima persona per denunciare questa barbarie italiana. Nel dicembre 2012 ho accompagnato alcuni rappresentanti dell’associazione LAC e del CABS (Committee Against Bird Slaughter) alla consegna di numerose migliaia di firme contro i richiami vivi alla presidente della commissione petizioni al Parlamento europeo. Ecco che il 26 febbraio scorso la Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per l’uccellagione e i richiami vivi, con una lettera di messa in mora del Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik al Ministero degli Affari Esteri.

 

Non soltanto, quindi, si tratta di cancellare una pratica assurda, ma anche di rientrare nella legalità europea. Per questo mi rivolgo al Ministro e al collega Michele Bordo, presidente delle Politiche UE della Camera: io, come eurodeputato, sono pronto a dare tutto il mio aiuto, competenza e passione.

 

Andrea Zanoni

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