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Zanoni (PD): “Mi unisco alle 50mila persone che chiedono la messa al bando dei richiami vivi in Italia”

Dopo la consegna di 50mila firme contro i richiami vivi al Parlamento italiano da parte di Lipu-BirdLife, l’eurodeputato PD Andrea Zanoni invita i deputati italiani a prevederne il divieto nella legge europea 2013: “Poniamo fine una volta per tutte a queste pratiche vetuste prima che a costringerci a farlo sia l’Europa”.

 

“Mi auguro che i miei colleghi al parlamento italiano rispondano con i fatti alle 50mila firme depositate oggi per chiedere la messa al bando dei richiami vivi, una pratica anacronistica che spero presto venga vietata in tutta Europa”. È il commento dell’eurodeputato PD Andrea Zanoni, vice presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, alla consegna della petizione fatta ieri dalla Lipu-BirdLife Italia al Parlamento italiano.

 

Zanoni ricorda che a fine febbraio, dopo le sue numerose denunce, Bruxelles ha ufficialmente aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per l’uccellagione e i richiami vivi inviando una lettera di messa in mora al Ministero degli Affari Esteri.

 

«È dal 1996 che combatto questa vergogna tutta italiana con controlli e denunce fatte in veste di Guardia venatoria e ambientale volontaria, proseguita poi in veste di eurodeputato dal settembre 2011 – prosegue l’eurodeputato – Oggi, anche sotto la minaccia di una condanna da parte dell’Europa, invito i deputati italiani ad approvare l’emendamento alla legge europea 2013 che cancellerebbe dall’ordinamento italiano la pratica dei richiami vivi, ponendo fine a questa situazione di illegittimità».

 

I richiami vivi vengono catturati nei roccoli ovvero impianti muniti di reti da uccellagione, mezzi di cattura proibiti dalla Direttiva “Uccelli” 147/2009/CE, e consegnati poi ai cacciatori per essere utilizzati come richiami nella caccia da appostamento, detenendoli per sempre in gabbie talmente piccole da non poter mai più aprire nemmeno le ali (VIDEO).

 

 

NOTE

 

Il 4 ottobre 2013, Zanoni ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per fermare le deroghe illegittime ripetutamente concesse per la cattura di uccelli con le reti da uccellagione da utilizzarsi come richiami vivi nella caccia da capanno.

 

Il 15 novembre 2013 il Commissario all’Ambiente Ue Janez Potočnik ha fatto sapere, in risposta all’interrogazione, che l’Europa ha avviato indagini a carico in alcune regioni italiane, tra cui il Veneto, e intende esaminare la delibera adottata dal Veneto nel giugno 2013. Alla fine verranno valutate le misure da adottare per garantire che siano pienamente rispettate le disposizioni pertinenti della Direttiva 2009/147/CE Uccelli.

 

Il 20 novembre 2013, Zanoni ha chiesto con un’interrogazione alla Commissione europea di aprire la procedura d’infrazione per l’Italia per il massacro di uccelli catturati nei roccoli con mezzi proibiti dalla Direttiva Uccelli e destinati a diventare richiami vivi, una strage testimoniata dall’agghiacciante filmato realizzato da ignoti in un centro di distribuzione dei richiami vivi dal quale risulta che alcuni soggetti di Tordo sassello, Tordo bottaccio e Merlo, detenuti tra l’altro in singole cellette, privi di acqua e cibo, erano deceduti dopo la cattura (VIDEO).

 

Già, l’8 novembre 2012, Zanoni aveva depositato un’interrogazione-denuncia alla Commissione Europea. Il Commissario UE all’Ambiente, Janez Potočnik, in risposta, il 15 gennaio 2013 aveva sottolineato che “ai sensi della Direttiva 2009/147/CE (direttiva «Uccelli selvatici») per tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nell’UE, gli Stati membri vietano la cattura deliberata e la vendita, il trasporto per la vendita, la detenzione per la vendita, nonché l’offerta in vendita di uccelli vivi e di uccelli morti” e ha ricordato che “è pertanto un chiaro obbligo per le autorità degli Stati membri istituire un sistema opportuno di attuazione e applicazione dei divieti summenzionati e delle relative disposizioni”.

 

 

 

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