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Veneto, una regione “in deroga”

Venezia, 7-12-2011

Dopo la caccia in deroga, arriva la “cacca in deroga”. La decisione dell’ass. Manzato di prolungare lo spargimento del letame nelle campagne rischia di contaminare le falde acquifere. Zanoni (IdV): “La Giunta Zaia tra trasformato il Veneto nella regione più fuori legge d’Italia”. “Grazie alla Giunta Zaia, il Veneto sta diventando una regione in deroga”. Così Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, commenta l’ennesima deroga concessa dalla Regione Veneto questa volta a firma Franco Manzato, assessore all’agricoltura, sullo spargimento del letame nelle campagne venete.
“Dopo la caccia in deroga ecco la cacca in deroga – ironizza Zanoni – anche se sugli effetti di questa decisione c’è poco da ridere”. “Lo spandimento di letame di origine zootecnica in questa stagione è particolarmente pericoloso in quanto con il freddo il terreno è in grado di assorbire meno, quindi il letame con il percolato rischia di contaminare la sottostante falda acquifera”.

Secondo Zanoni la deroga sul letame di Manzato viola i requisiti sanciti dalla Direttiva Ue Nitrati (91/676/CEE) fatta proprio per tutelare le falde acquifere che alimentano i nostri rubinetti. “L’assessore parla di deroga allo spargimento del solo letame e non del complesso degli effluenti di allevamento. Ma chi sarà a controllare cosa viene sparso? Manzato?”, si chiede Zanoni.

“Si tratta dell’ennesimo capitolo deroghe della Giunta Zaia che, giorno dopo giorno, sta trasformando il Veneto nella regione più fuorilegge d’Italia”, attacca Zanoni. “Prima la caccia in deroga, adesso il letame, a gennaio Manzato è già pronto a chiedere quella sulle galline ovaiole in batteria che l’Ue sta per mettere al bando. Per non parlare delle centinaia di giornate di sforamento dei limiti di Pm10 che i cittadini veneti respirano ogni giorno, in deroga a quanto prevede la Direttiva 2008/50/EC sulla qualità dell’aria”.

“Zaia e i suoi assessori proprio non ci stanno a rispettare le regole – conclude l’Eurodeputato – e a pagarne le conseguenze siamo sempre noi cittadini, in termini di salute e, temo presto, di sanzioni da parte dell’Ue”.

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