ANDREA

ZANONI

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Stop emendamenti Pini sulla caccia. Ennesima bocciatura alla Lega sulla caccia

Bruxelles, 2-02-2012

Con la bocciatura da parte dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati dei due emendamenti sulla caccia presentata da Gianluca Pini si concretizza l’ennesima brutta figura della Lega Nord.
“Inammissibili”, così sono stati giudicati gli emendamenti numero 30.054 e 30.055 all’art.30 della Legge Comunitaria, con i quali il Pini aveva tentato di riproporre le sue liberatorie al mondo venatorio, l’ennesimo regalo alle lobby dei cacciatori e ai compagni di partito.
Sarà che ormai c’è abituata, ma le bocciature sulla caccia alla Lega Nord ormai non si contano più. Forse è arrivata l’ora che questo partito si renda conto che ci sono delle leggi, una Costituzione italiana e delle direttive e regolamenti comunitari che, piaccia oppure no, vanno rispettate. Il tentativo golpista dell’On. Pini di sovvertire una chiara normativa europea a tutela degli Uccelli è l’ennesimo episodio di una saga senza fine, che conosce nella mia regione, il Veneto, il capitolo più grottesco.

I leghisti proprio non lo vogliono capire che la caccia può essere fatta solo secondo delle regole molto precise che ne limitino i danni, ahimè già troppo severi. Il Pini, molto probabilmente mero esecutore di una volontà politica ben radicata nel suo partito, ha cercato in non chalance di far passare la depenalizzazione dei reati di bracconaggio, come i dolorosi lacci-cappio e il probabile uso di uccellini accecati e la caccia al fringuello, nonché la proposta di sparare fuori dai periodi attualmente consentiti. Possibile che queste ideuzze vengano da una testa sola? Difficile a mio avviso.

Non dimentichiamo che lo scorso ottobre Roberto Calderoli, un pezzo grosso del Carroccio, si era vantato pubblicamente con non poca faccia tosta di aver impedito al Governo di impugnare la legge regionale lombarda sulla caccia in deroga, non facendo così altro che esporre la Lombardia e quindi l’Italia tutta all’ennesimo rischio di sanzioni da parte dell’Ue.

Oggi è toccata a Pini e ai suoi (e di chi altro) due emendamenti beccarsi il bollo rosso del“rigettato”. Chi sarà il prossimo?

Andrea Zanoni

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