ANDREA

ZANONI

Europee 2024

Cerca

ROGO DI PORCELLENGO DI PAESE: ALCUNE MAMME DEI BIMBI CHE FREQUENTANO LA SCUOLA MATERNA DI PORCELLENGO TENGONO A CASA DA SCUOLA I PROPRI BIMBI PER LA PAURA DEL RISCHIO DI INALAZIONE DI FIBRE DI AMIANTO. PAESEAMBIENTE CHIEDE L’IMMEDIATA BONIFICA DEL SITO INTERESSATO AL ROGO SOPRATTUTTO IN CONSIDERAZIONE DELL’UBICAZIONE DELLA SCUOLA MATERNA ADIACENTE IL ROGO.

Paeseambiente, dopo il rogo che ha distrutto il locale in legno del circolo di Porcellengo con il tetto in lastre di Eternit contenenti amianto, ha subito evidenziato il pericolo della diffusione delle fibre di amianto chiedendo i monitoraggi dell’Arpav (Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale). Oggi alcune mamme si sono rivolte a Paeseambiente chiedendo se fosse regolare lasciare le lastre di amianto, prima abbrustolite dalle fiamme e poi rotte in seguito alla caduta, sotto l’effetto del sole, esposte al vento e allo scoperto. Cristina Fucile, mamma di un bambino che frequenta la scuola materna adiacente il sito incendiato, ha riferito che oggi ha preferito tenere a casa il proprio bimbo così come hanno fatto le signore Tamara e Cecilia e altre mamme di Porcellengo, perché non si sentivano abbastanza tutelate giudicando insufficienti gli interventi sinora adottati. Anche l’USL, intervenuto sul posto, ha già chiesto al comune di effettuare la bonifica senza però monitorare l’aria per rilevare la presenza del terribile cancerogeno. L’intervento di spegnimento dei Vigili del Fuoco – ha commentato Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente – potrebbe non essere stato sufficiente ad eliminare il pericolo dell’aerodispersione delle fibre di asbesto. Un tetto di Eternit che prima viene essiccato ed abbrustolito dalle fiamme e che poi si sgretola cadendo al suolo a pezzi, potenzialmente può sprigionare una ingente quantità di fibre aiutato dall’azione ascensionale del fuoco; sarebbe stato opportuno, così come impartito dalle autorità dopo il rogo della De Longhi, che prima di far accedere i bambini nei locali della materna, fossero state bagnate e lavate le pareti della scuola con dei getti d’acqua provvedendo inoltre a lavare i davanzali, gli usci, il tetto e tutte le aree scoperte. Da quanto mi riferiscono non è stato fatto nulla di tutto ciò e le lastre di Eternit risultano ancora posizionate sul luogo dell’incendio senza nessuna copertura o incellofanatura, come invece viene previsto dalle vigenti normative in materia per ogni tipo di rifiuto contenente amianto. Solo per fare un esempio l’Arpav lo scorso ottobre è prontamente intervenuta per i dovuti accertamenti a Nervesa per un incendio di un capannone con il tetto di Eternit ubicato lontano dal centro abitato; qui a Porcellengo invece dove si tratta del centro abitato di un paese e di un incendio di un fabbricato addirittura contiguo ad una scuola materna, l’Arpav forse non è nemmeno stata contattata. Purtroppo, solo un rilievo delle fibre può stabilire se vi sia un pericolo in atto, perché le fibre di amianto sono invisibili e hanno uno spessore così ridotto che per arrivare allo spessore di un capello ce ne vogliono circa 330.000 una a fianco dell’altra. Sono molto stupito dal fatto che proprio in un comune come il nostro dove le associazioni ambientaliste e l’amministrazione comunale hanno tenuto più conferenze sul pericolo delle fibre di amianto, dove il comune ha addirittura stanziato dei fondi per bonificare i tetti di amianto, dove sono state fatte più manifestazioni contro l’arrivo a Paese di questo terribile cancerogeno che ha riempito interi cimiteri di alcuni comuni della nostra penisola, non ci sia stata l’attenzione dovuta a questo incidente. In fin dei conti lavare le pareti, almeno della scuola materna, ed avvolgere con dei cellophane le poche lastre di Eternit crollate, era un’operazione che si poteva fare subito, in poche ore ed a costi limitati. Paeseambiente auspica che il comune provveda a bonificare al più presto l’area, rendendo noti i dati dell’eventuale monitoraggio delle fibre, anche per rassicurare tutti i genitori dei bambini della scuola materna, evitando così che in molti decidano di tenere i propri figli a casa come hanno già fatto alcune mamme. Su www.paeseambiente.org verranno pubblicate alcune fotografie che evidenziano lo stato di abbandono incontrollato dei resti del tetto in eternit, l’area adiacente adibita a giardino con i giochi per i bambini della scuola materna, la vicinanza tra scuola materna e il fabbricato incendiato, alcuni ragazzi che corrono nei pressi del fabbricato bruciato, i frammenti dell’Eternit caduto a terra, il tetto di Eternit ridotto in frantumi.

Condividi

Consulta l'archivo per mese ed anno

Ultimi comunicati stampa