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Omicidio Jennifer, Zanoni: “L’Italia recepisca la direttiva Ue sul risarcimento delle vittime di reati violenti”

Dopo la condanna dello Stato italiano a risarcire la famiglia della giovane Jennifer assassinata in provincia di Venezia nel 2006, l’eurodeputato Andrea Zanoni invita le autorità italiane a recepire la direttiva Ue 2004/80/CE che prevede il risarcimento delle vittime di reati violenti da parte dello Stato. “Basta aggiungere cause legali e lungaggini burocratiche al dolore di una famiglia colpita da simili tragedie. Nel 2012 è stata aperta una procedura d’infrazione ai danni dell’Italia”

 

Le autorità italiane conformino quanto prima la legislazione nazionale alla direttiva Ue 2004/80/CE che prevede il risarcimento delle vittime di reati violenti nel caso in cui il condannato non abbia i mezzi per farlo”. E’ il commento dell’eurodeputato ALDE Andrea Zanoni al caso dell’omicidio della giovane Jennifer di Olmo di Martellago, in provincia di Venezia, che ha visto in questi giorni la Presidenza del Consiglio condannata a risarcire 80mila euro alla madre della vittima. “Non possiamo permettere che al dolore che una famiglia deve provare per simili tragedie si aggiungano lungaggini burocratiche e cause legali. Il governo italiano applichi immediatamente quanto prevede la normativa comunitaria e ponga così fine alla procedura d’infrazione aperta ai danni dell’Italia nel 2012”.

 

La Commissaria Ue alla Giustizia Viviane Reding aveva confermato la procedura d’infrazione in questione “per mancata conformità alla direttiva 2004/80/CE” e la considerazione di “ulteriori fasi della procedura” in risposta ad un’interrogazione di Zanoni dello scorso aprile che aveva denunciato in Europa la mancanza italiana dopo il caso di una bambina di dieci anni affetta da deficit mentale nel comune di Santa Lucia di Piave (TV), violentata nel 2008 da un clandestino, che non ha mai ricevuto dal suo aggressore l’indennizzo economico stabilito dai giudici.

 

“Lo stato italiano ha il dovere di indennizzare le vittime dei reati intenzionali violenti nel caso in cui il condannato non abbia i mezzi per farlo. L’articolo 12, paragrafo 2, della direttiva parla chiaro: tutti gli Stati membri provvedono a che le loro normative nazionali prevedano l’esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori, che garantisca un indennizzo equo ed adeguato delle vittime – incalza Zanoni – Ma la legislazione italiana prevede soltanto l’indennizzo delle vittime di alcuni reati intenzionali violenti, quali il terrorismo e la criminalità organizzata, ma non di tutti i reati di quel tipo. Però in Italia i reati più gravi ed efferati sono commessi da singoli ai danni delle categorie più deboli come donne e bambini”.

 

“La terribile tragedia dell’omicidio della giovane Jennifer evidenzia ancora una volta come l’inadempienza dello stato italiano vada risolta in modo urgente”, conclude l’eurodeputato.

 

NOTE

 

La Commissaria Reding, nella sua risposta all’interrogazione di Zanoni, aveva passato in rassegna il mancato recepimento corretto dell’Italia della direttiva 2004/80/CE relativa all’indennizzo delle vittime di reato. “In base alla direttiva, tutti gli Stati membri dovevano comunicare alla Commissione le disposizioni nazionali di recepimento entro il 1° gennaio 2006”. “Poiché l’Italia non ha effettuato la notifica entro i termini previsti, nel 2006 la Commissione ha avviato nei suoi confronti un procedimento di infrazione”. In seguito “l’Italia ha ottemperato a tale obbligo comunicando le disposizioni di diritto interno adottate con il Decreto legislativo 9 novembre 2007 n°204”. Successivamente, “quando la Commissione ha pubblicato la relazione sull’attuazione della direttiva, le misure di recepimento italiane sono risultate sufficienti a garantire il conseguimento degli obiettivi specifici previsti all’articolo 12”, tuttavia, “sulla base di denunce analoghe a quella presentata dall’onorevole parlamentare e informazioni ricevute negli ultimi anni, la Commissione ha ritenuto opportuno proseguire con la procedura d’infrazione”.

Ufficio Stampa Eurodeputato Andrea Zanoni Email stampa@andreazanoni.it Tel (Bruxelles) +32 (0)2 284 56 04 Tel (Italia) +39 0422 59 11 19 Blog  www.andreazanoni.it Twitter Andrea_Zanoni Facebook ANDREA ZANONI Youtube AndreaZanoniTV

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