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Majano (Ud), spari vicino alle case: multati sei cacciatori

La Polizia provinciale di Udine ha colto sul fatto sei cacciatori tra Udine, Forgaria del Friuli, Trasaghis, Majano e Osoppo, che sparavano vicino alle case. L’eurodeputato Andrea Zanoni: «Serve una revisione della legge che preveda sanzioni più severe e modifichi le distanze da abitazioni e strade. È a rischio l’incolumità dei cittadini».

 

La Polizia provinciale di Udine ha sorpreso sei cacciatori tra Udine, Forgaria del Friuli, Trasaghis, Majano e Osoppo che sparavano vicino alle abitazioni. L’episodio non è isolato, anzi è un fenomeno in aumento in questa stagione venatoria.

 

Al Comando della Polizia provinciale, infatti, sono giunte dall’inizio della stagione venatoria molte segnalazioni di persone terrorizzate dagli spari dei cacciatori vicino alle abitazioni o addirittura di residenti sfiorati dai pallini partiti dai fucili.

 

I sei cacciatori sono stati multati con una sanzione amministrativa, come previsto dalla legge sulla caccia 157 del 1992 che stabilisce all’articolo 21, comma 1, lettera e) il rispetto delle distanze minime di 50 metri dalle strade e dalla ferrovia e 100 metri dagli immobili.

 

L’europarlamentare Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: «Le aree non abitate si sono ridotte drasticamente con gli anni e quindi le misure previste vent’anni fa dalla legge sulla caccia non sono adeguate ai tempi. In gioco c’è la vita delle persone ed è inaccettabile che vivano con il terrore di rimanere impallinate mettendo il piede fuori da casa. L’incolumità pubblica deve prevalere su qualsiasi altro aspetto. I controlli venatori devono essere serrati: le distanze previste dalla legge da case e strade non vengono osservate e lo dimostrano tutti gli episodi di persone ferite nei propri giardini o abitazioni. In una nazione seria dovrebbe essere approvata una normativa che, a garanzia dell’incolumità dei cittadini, preveda il divieto assoluto di caccia almeno a un chilometro di distanza da centri abitati, singole case, luoghi di lavoro, strade, ferrovie e Sentieri Natura. È necessario provvedere urgentemente ad una revisione delle norme, mettendo mano anche alle sanzioni attualmente troppo blande e ferme dal 1992».

 

Dall’inizio della stagione venatoria, ovvero dall’1 settembre all’ultimo aggiornamento disponibile, ovvero il 2 novembre in Italia si contano 33 vittime della caccia – 5 morti e 28 feriti (vedi: ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA).

 

Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni

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