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La Regione Veneto non investe nulla in rinnovabili

Mentre a Copenaghen si è discusso su come ridurre l’effetto serra, il Piemonte ha investito 100 milioni di euro nella filiera delle energie rinnovabili. Il Veneto non spende un euro per aiutare imprese e cittadini che vogliono l’energia solare.Il vertice di Copenaghen sul Clima, svoltosi sotto l’egida Onu, era da molti considerato l’ultima spiaggia per evitare il disastro ambientale, voluto per dare un seguito al Protocollo di Kyoto, il primo trattato giuridicamente vincolante sul clima in scadenza a fine 2012. L’obiettivo largamente condiviso era limitare la crescita della temperatura del mondo a due gradi centigradi, attraverso una drastica riduzione della emissioni di gas a effetto serra. Una delle vie per raggiungere tale obiettivo è la riduzione dei gas serra ottenibile con la riduzione della combustione dei combustibili fossili e l’incremento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Ma in Veneto cosa si sta facendo per fronteggiare questo problema ? Il Sole24Ore del 24 novembre ha evidenziato come il Piemonte stia spingendo per finanziare investimenti aziendali in impianti energetici ad alta efficienza.

Nel 2008 la Regione Piemonte ha emesso un bando da 100 milioni di euro per finanziare investimenti aziendali in impianti energetici ad alta efficienza, cui hanno risposto oltre 400 imprese. Un successo enorme in tempi di crisi, che dimostra come le aziende intendano investire fortemente in green economy. Confindustria Piemonte afferma che: “Nell’ultimo anno e mezzo il sistema Confindustria Piemonte è stato contattato da circa 1.500 imprese interessate ad approfondire le tematiche delle green energy.” E la Regione Veneto cosa fa? Nulla! Ad esempio nell’energia solare il Veneto non ha investito un solo euro.

Non solo, illude pure il settore strombazzando come cosa fatta provvedimenti che poi non vedono la luce come è accaduto al progetto di legge per il fondo di rotazione da due milioni di euro per abbattere gli interessi sui mutui per installare impianti fotovoltaici. La cosa, già annunciata, era stata approvata nella Commissione consigliare competente ma poi il Consiglio Regionale l’ha prontamente insabbiata. In ogni caso sono acqua fresca i 2 milioni di euro del Veneto contro i 100 del Piemonte. Eppure il Veneto è la regione in Italia con più aziende che producono pannelli fotovoltaici a partire dalle componenti base. Aziende in grado di sostenere l’intera filiera industriale. Non solo, il Veneto è anche l’unica regione che ha visto nascere e crescere a Treviso la tecnologia di punta per le macchine che producono i pannelli fotovoltaici. Un primato conquistato nonostante l’incredibile inerzia e incapacità degli amministratori regionali che nulla fanno per questo settore che, in tempi di crisi, sta conoscendo in Italia uno sviluppo esplosivo: la potenza installata del fotovoltaico è cresciuta di 20 volte in due anni. Non ci resta che sperare che queste aziende non emigrino attirate dagli investimenti delle regioni vicine. Nessun problema però, i nostri amministratori sono espertissimi in altre tecnologie, sulla ghiaia e sul cemento non ci batte nessuno.  Questa è la filiera industriale che interessa veramente la Regione. Tanto che l’unico pensiero al fotovoltaico la Regione lo ha avuto consentendo nel “piano casa” di ampliare di più se contestualmente s’installano pannelli fotovoltaici. Come a dire: energie rinnovabili sì, ma solo se con abbondante uso di ghiaia e cemento. Viene da chiedersi se questi finanziamenti vengono tenuti in cassa in attesa di utilizzarli per finanziare la centrale nucleare prevista in Veneto.

Andrea Zanoni – Cell. 347/9385856– www.andreazanoni.it – zanoni@ecorete.it

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