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La Commissione Petizioni indaga sulla fabbrica dei veleni di Pernumia (PD). Zanoni: “Parta immediatamente la bonifica”

Dopo le 2.400 firme raccolte dal Comitato “SOS C&C” e consegnate lo scorso marzo alla Commissione Petizioni del Parlamento europeo, l’Europa apre un’indagine sulla fabbrica dei veleni di Pernumia (PD). L’eurodeputato PD Andrea Zanoni ha affermato: «Per tutelare la propria salute e il loro territorio, i cittadini sono stati costretti a rivolgersi all’Europa. È scandaloso che si debba andare a Bruxelles, a centinaia di chilometri da casa, per far rispettare i propri diritti. Ora mi auguro che si provveda subito alla bonifica»

 

La Commissione Petizioni del Parlamento europeo ha accolto la petizione sottoscritta da 2.400 cittadini, presentata il 20 marzo 2013 da Carlo Simoni, Annachiara Capuzzo e Davide Caron, rappresentanti del Comitato Popolare “SOS C&C” accompagnati dall’eurodeputato PD Andrea Zanoni, per chiedere la bonifica della fabbrica di veleni ex C&C a Pernumia (PD).

 

La Presidente della Commissione, Erminia Mazzoni, ha messo nero su bianco nella lettera di risposta che le questioni sollevate sono ricevibili in quanto trattano una materia che rientra nell’ambito delle attività dell’Unione Europea ed ha fatto sapere che la Commissione Petizioni ha avviato l’esame della questione, facendo richiesta alla Commissione europea affinché svolga un’indagine preliminare. 

 

I 2.400 cittadini firmatari hanno chiesto che si provveda alla bonifica del deposito di rifiuti tossici che dal 2005 versa in stato di degrado con il suo pericoloso contenuto di 52 mila tonnellate di materiale altamente nocivo per il territorio e per la salute dei cittadini di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare, tutte in provincia di Padova.

 

L’eurodeputato PD Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, ha affermato: «Sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti dal Comitato dei cittadini. È inaccettabile che si debba arrivare a bussare alle porte di Bruxelles per far rispettare il sacrosanto diritto alla salute e per tutelare il territorio in cui si vive. Per anni, la fabbrica C&C di Pernumia ha giocato sulla pelle dei cittadini. Il mancato intervento delle autorità, per troppo tempo indifferenti alle richieste legittime dei cittadini e lo stato di abbandono del sito rischiano di gravare ulteriormente sull’ambiente e sulle tasche di tutti i contribuenti. Deve essere avviata subito la bonifica e devono essere stanziati fondi sufficienti per provvedere ai lavori: non c’è più tempo da perdere e non sono sufficienti le briciole previste fino ad oggi».

 

Nel 2009, la Regione aveva destinato 200 mila euro alla Provincia di Padova per la caratterizzazione delle aree esterne che pare non siano stati ancora utilizzati, mentre nel 2011 aveva stanziato 500 mila euro che solo ora stanno per essere spesi per i lavori di messa in sicurezza del sito: chiusura delle fessurazioni sulle pareti dello stabile, analisi per la classificazione dei cumuli di rifiuti secondo i parametri di legge, analisi della tenuta statica dell’edificio.

 

Con la vicenda della C&C  è nato un Coordinamento di Associazioni e Comitati del territorio per coordinare le diverse e specifiche competenze. Ne fanno parte oltre al Comitato “SOS C&C” e alla Vespa, anche ISDE (Medici per l’Ambiente), Legambiente Padova, Legambiente Este, WWF Colli Euganei, Italia Nostra e il Gruppo AEC Tutela Ambiente e Salute.

 

Proprio il “Gruppo AEC Tutela Ambiente e Salute” ha messo in programma una serie di incontri per potenziare e uniformare le varie iniziative sul territorio in  collaborazione con tutte le realtà che si battono per la tutela dei  diritti della salute e del cittadino.

 

BACKGROUND

 

Gli edifici della ex C&C a Pernumia (PD) versano in uno stato di totale abbandono e degrado, presentando numerose aperture nel tetto in amianto e nella struttura portante che consentono al materiale tossico di disperdersi nell’ambiente circostante grazie all’azione di vento e pioggia, compiendo, quindi, un’incessante attività di contaminazione ambientale.

 

La struttura è ubicata in un’area sita a ridosso di una ZPS e rischia di contaminare direttamente i territori di ben tre comuni della provincia di Padova (Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare), con zone residenziali e zone agricole di pregio (radicchio bianco di Maserà, radicchio variegato di Castelfranco IGP). Inoltre dista appena trenta metri dal canale Vigenzone (utilizzato per l’irrigazione) e si trova in prossimità del bacino delle Terme Euganee (il più esteso d’Europa) e di alcune “ville venete”, edifici di alto valore storico e culturale (di grande interesse turistico).

L’area è a rischio di incendio (principio di incendio già accaduto nel 2007), di alluvione (rischio sfiorato nel 2010 e 2011), di subire trombe d’aria (eventi importanti si sono verificati in zona limitrofa nel 2010 e 2012) e di terremoto (visti gli eventi sismici che hanno colpito la vicina regione dell’Emilia Romagna nel 2012), accadimenti che sicuramente porterebbero a una massiccia dispersione nell’ambiente dei rifiuti tossici così approssimativamente stoccati.

 

Il 15 febbraio 2013, Zanoni ha incontrato i membri del Comitato SOS C&C di Pernumia durante un sopralluogo alla fabbrica dei veleni (VIDEO).

 

Il 5 marzo 2013, Zanoni ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere “la verifica del rispetto della normativa comunitaria in materia di rifiuti, discariche, acqua e aria, da parte delle autorità locali nella gestione dello smantellamento della fabbrica di veleni a Pernumia”.

 

Il 25 aprile 2013, il Commissario all’Ambiente Ue, Janez Potočnik, ha fatto sapere che l’Europa avrebbe chiesto “alle autorità italiane di fornire ulteriori informazioni, compreso sulle eventuali misure che intendono adottare per risolvere il problema cui si fa riferimento nell’interrogazione” sullo stoccaggio abusivo e scriteriato di rifiuti speciali pericolosi nel fatiscente complesso di edifici di un’ex impresa a Pernumia.

 

Ufficio Stampa On. Andrea Zanon

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