ANDREA

ZANONI

Consigliere Regionale

Cerca

IN SOLI TRE MESI QUASI 5.000 CITTADINI (ESATTAMENTE 4.939) HANNO SOTTOSCRITTO IL LORO NO ALL’ELETTRODOTTO DA 380.000 VOLT DI TERNA. UN RISULTATO STRAORDINARIO DOVUTO ALL’IMPEGNO DEI COMITATI E DI DECINE DI CITTADINI CHE VOGLIONO LA TUTELA DELLA SALUTE E L’ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI. I CITTADINI ORA CONOSCONO I GRAVI RISCHI PER LA SALUTE E PER I PROPRI BENI IMMOBILI CAUSATI DA QUESTI IMPIANTI INUTILI E SORPASSATI.

Il 5 dicembre scorso è partita la petizione popolare contro il progetto del nuovo elettrodotto ad altissima tensione (380.000 volt) che Terna vuole costruire nei territori abitati dei comuni di Martellago, Scorzè, Zero branco, Morgano, Quinto di Treviso, Paese, Trevignano e Volpago del Montello. Nel frattempo sono state organizzate alcune conferenze sul tema, anche con importanti e qualificati relatori: il 5 dicembre 2008 a Paese con 250 persone, il 9 febbraio 2009 a Volpago del Montello con 200 persone, il 20 febbraio a Zero Branco con 350 persone, il 10 marzo 2009 a Istrana con 80 persone, il 17 marzo a Musano con 30 persone; una sesta conferenza è prevista per il prossimo 3 aprile a Cappella di Scorzè. I comitati ed i cittadini per raccogliere le firme hanno organizzato decine di banchetti nelle piazze dei vari comuni come a Paese, Padernello, Postioma, Volpago, Rio San Martino, Cappella, Badoere e Morgano, dove hanno firmato centinaia di persone. Molti attivisti e cittadini sono passati casa per casa a raccogliere firme e per fare volantinaggio, è stata tenuta una trasmissione radiofonica in diretta su Radio Gamma 5, i quotidiani locali di Treviso e Venezia hanno spesso riportato le fasi di questa importante campagna informativa. Ora sono terminate le fasi di conteggio dei moduli delle firme che hanno dato un risultato inaspettato persino ai promotori della petizione: ben 4.939 firme raccolte in soli 90 giorni. I moduli delle firme sono stati fotocopiati in undici copie per essere ora consegnate in appositi incontri ai sindaci dei comuni di Martellago, Zero branco, Morgano, Quinto, Paese, Trevignano e Volpago del Montello, al commissario prefettizio di Scorzè, ai presidenti delle province di Treviso e Venezia, al presidente della Regione Veneto e a quello del Parco del Sile. Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente, ha dichiarato: Simili opere hanno solo lo scopo di sfruttare la maggior redditività dei cavi ad altissima tensione a scapito della perdita di valore degli immobili dei privati cittadini mettendone a rischio anche la salute. Altro obiettivo possibile perseguito da un’opera del genere è la predisposizione di una rete di distribuzione a servizio di un’altra possibile calamità: la tanto invocata centrale nucleare in Veneto. Grazie al nostro impegno e a quello dei cittadini ora con queste 5000 firme i sindaci dovranno tenere bene in considerazione l’opposizione a questo elettrodotto. Chiederemo loro di fare delle scelte che antepongano gli interessi dei cittadini relativi alla salute, alla qualità della vita e ai beni immobili agli interessi di Terna e di qualche politico locale legato ai gruppi di potere. Chiederemo poi a quelli che hanno già sottoscritto gli accordi di stracciarli e cestinarli al fine di tutelare la salute e gli interessi economici dei cittadini. Siamo consapevoli che la consegna delle firme sarà solo uno dei primi passi di questa battaglia di legalità e giustizia che spero finisca con l’accantonamento di questo progetto che risponde a logiche di flussi di energia irrazionali e preistoriche. Per il comune di Volpago – ha aggiunto Paola Tonellato portavoce del locale comitato – è fondamentale continuare ad impegnarsi per costruire un dialogo con l’Amministrazione Comunale, dialogo che ad oggi ancora non c’è. I campi elettromagnetici sono un danno per la salute e per questo, non si possono lasciare sole e isolate le persone che hanno la sfortuna di abitare vicino alla progettata stazione elettrica e al nuovo elettrodotto. Speriamo che l’occasione della consegna delle firme, possa rappresentare un momento di confronto costruttivo e non di contrapposizione sterile. Chiederemo al Sindaco di abbandonare la logica degli “atti dovuti”, ma di assumersi il ruolo di difesa della salute dei cittadini che la Costituzione gli affida con il ritiro della delibera dell’accordo comune/Terna.

Condividi

Consulta l'archivo per mese ed anno

Ultimi comunicati stampa