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Grande vittoria per la salute: il TAR ha sospeso il gassificatore a Torri di Quartesolo (VI)

Il 14 novembre, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Veneto ha accolto il ricorso del Comitato “Fermiamo il gassificatore a Torri” contro l’autorizzazione all’impianto di produzione di energia elettrica a biomasse da realizzare a Torri di Quartesolo (VI). L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «Una sentenza storica, la prima del genere in Italia, che mi auguro apra la strada al rispetto della salute e dell’ambiente contro impianti che vanno contro le indicazioni europee»

 

Il 14 novembre 2013, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Veneto ha accolto il ricorso del Comitato “Fermiamo il gassificatore a Torri”, sospendendo l’autorizzazione della Giunta Regionale alla realizzazione dell’impianto da realizzare a Torri di Quartesolo (VI). (ORDINANZA)

 

Il ricorso chiedeva l’annullamento della Deliberazione della Giunta Regionale numero 1273 del 16 luglio 2013 che aveva ad oggetto la richiesta di una ditta di avicoltura all’autorizzazione alla costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica, di circa 250 KW e alimentato da biomasse (pollina) da realizzare presso lo stabilimento di via Vedelleria  a Torri di Quartesolo.

 

Con l’ordinanza sospensiva numero 576/2013 del TAR viene stoppato il prototipo di Gassificazione della Biomassa a pollina promosso da una Multinazionale americana in Europa e in Italia e la cui prima realizzazione doveva avvenire proprio a Torri.

 

L’eurodeputato Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: «Il TAR ha sospeso la delibera di autorizzazione della Giunta per “difetto di istruttoria e di mancata completezza della valutazione degli effetti che l’impianto potrà produrre sull’ambiente circostante, anche considerando particolarmente che è mancata la specifica ed espressa valutazione della qualità delle acque che sono destinate a fuoriuscire dall’impianto”. Sono motivazioni molto gravi e che dimostrano che non si è tenuto minimamente conto delle ricadute sulla salute. Ricordo che viviamo in una camera a gas in violazione della Direttiva Aria 2008/50/UE e siamo sotto procedura d’infrazione con una condanna della Corte di Giustizia UE pronunciata il 19 dicembre 2012. I cittadini si ammalano per la pessima qualità dell’aria che dobbiamo respirare e si muore precocemente per malattie legate ai fattori inquinanti. Il Parlamento e la Commissione europei hanno fatto sapere che da studi e ricerche risulta che l’aria avvelenata è causa di circa 500 mila morti premature ogni anno e, proprio per questo, il Parlamento ha già annunciato lo stop a incentivi a fonti rinnovabili che creano problemi all’ambiente. Invece di adeguarci alle indicazioni europee, cerchiamo ancora di realizzare impianti che aggraverebbero la situazione già pessima».

 

Il 3 aprile 2013, l’eurodeputato Andrea Zanoni ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per denunciare due nuovi impianti inquinanti a Pederobba (TV), in una zona che già presenta inquinamento dell’aria e del suolo. «Il 30 maggio 2013, il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik ha risposto alla mia interrogazione, sottolineando che “Nell’autorizzare nuovi impianti di combustione, le autorità competenti in Italia dovrebbero prendere nella dovuta considerazione l’impatto sulla qualità dell’aria e imporre tutte le opportune misure di attenuazione, in particolar modo se l’installazione degli impianti è autorizzata in aree che già superano i valori limite fissati per la protezione della salute umana dalla Direttiva 2008/50/CE”», ha concluso Zanoni.

 

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