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ZANONI

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Contaminazione PFAS: L’ISS chiede nuovo monitoraggio su alimenti. Zanoni: “Con mio emendamento anticipai necessità di nuove analisi”

Con una circolare del 26 febbraio il Direttore Generale della Sanità Domenico Mantoan in risposta ad una richiesta dati del Consigliere PD Zanoni CF. IN ALLEGATO) ha reso noti alcuni dettagli relativi al biomonitoraggio ematico sulla popolazione effettuato per riscontrare l’eventuale contaminazione da PFOS e PFAS (le cosiddette sostanze perfluoroalchiliche) nel sangue dei residenti.

Finora sono state effettuati 247 prelievi (126 uomini e 121 donne) ai residenti nelle ULSS 5 e 6 da almeno 10 anni, definita AREA DI IMPATTO (7 comuni interessati), cosi’ suddivisi: 80 con età tra i 20 e 29 anni, 80 con età tra i 30 e 39 anni ed infine 87 con età tra i 40 e 49 anni. Sono stati inoltre effettuati 250 prelievi (127 uomini e 123 donne) ai residenti nelle ULSS 6, 8, 9, 15 e 22 (7 comuni interessati), definita AREA DI CONTROLLO, cosi’ suddivisi 80 con età tra i 20 e 29 anni, 80 con età tra i 30 e 39 anni ed infine 90 con età tra i 40 e 49 anni.

Mancano ancora i campionamenti sulle persone considerate “Maggiormente Esposte” residenti nelle ULSS 5 e 6, ovvero sui titolari e famigliari di aziende agricole dove potenzialmente si utilizza acqua contaminata e si consumano carni prodotte direttamente in azienda. Questi ultimi monitoraggi dovrebbero terminare entro una ventina di giorni (Su un totale di 120 prelievi previsti ne sono stati eseguiti solo 22 e ne mancano ancora ben 98). Solo dopo la conclusione dei biomonitoraggi l’Istituito Superiore della Sanità (ISS) dovrebbe produrre uno studio ed un rapporto conclusivo.

La notizia odierna della vicenda PFAS, che arriva direttamente dall’Area Sanità riguarda la richiesta dell’ISS alla Regione, con circolare del 24 febbraio, di provvedere ad effettuare un nuovo monitoraggio sulla catena alimentare utilizzando un rigido protocollo e determinati criteri.

 La Magistratura viene costantemente informata e notiziata dagli uffici della Regione tramite dei rapporti di sintesi sottoscritti dal Direttore Mantoan e dalla Responsabile della Commissione PFAS Russo, recapitati alla Procura della Repubblica di Padova la quale farebbe “da interfaccia” con le Procure di Vicenza e Verona anch’esse competenti territorialmente (L’inquinamento PFAS riguarda decine di comuni delle

“Trovo incredibile che i biomonitoraggi biologici sul sangue dei residenti iniziati a maggio 2015 – ha commentato andrea Zanoni consigliere regionale del PD e Vice Presidente della Commissione Ambiente – oggi a febbraio 2016 non siano ancora terminati, la regione ci sta mettendo troppo tempo dato che i numeri dei monitoraggi sono piuttosto modesti. Trovo inoltre logica e doverosa la richiesta del 24 febbraio dall’Istituto Superiore della Sanità di effettuare una nuova campagna di monitoraggio sulla catena alimentare, campagna che avevo richiesto tramite un dettagliato emendamento al bilancio 2016 ancora lo scorso 10 febbraio ma che la miope maggioranza ci bocciò. Continueremo a vigilare costantemente su questa vicenda che riguarda il più vasto inquinamento mai registrato prima in Veneto per tutelare la salute dei cittadini e per fare in modo che i milioni di euro costati alla collettività vengano pagati non dai contribuenti ma dai diretti responsabili di questa catastrofe ambientale.”

 

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