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Clima, Ue divisa su calcolo emissioni terreni e foreste

CLIMA: UE, 27 DIVISI SU CALCOLO EMISSIONI TERRENI E FORESTE ITALIA, APPRODARE A MECCANISMO COME PER POLITICHE ENERGETICHE (ANSA) – LUSSEMBURGO, 11 GIU – Posizioni diversificate, oggi a Lussemburgo, tra i ministri dell’ambiente dell’Ue sulla proposta di rendicontazione e sui piani d’azione riguardanti le emissioni e l’assorbimento dei gas ad effetto serra, in relazione all’utilizzo dei terreni, alla modifica della loro destinazione e all’attivita’ forestale (Lulucf). In materia di lotta contro il cambiamento climatico l’Ue si e’ infatti impegnata a ridurre le sue emissioni di gas ad effetto serra del 20% rispetto al suo livello del 1999, e del 30% se le condizioni lo permettono. Il settore dell’utilizzo dei terreni e delle foreste non e’ ancora preso in considerazione in questo obiettivo. Per Bruxelles ci sono invece diverse ragioni per farlo ma sulle condizioni si e’ ancora lontani da una visione comune. Il rappresentante dell’Italia, in particolare, ha detto che l’ approccio a due fasi proposto dalla Commissione europea e’ ”condivisibile”, ma deve essere chiaramente indicato il ruolo del settore Lulucf in relazione agli obiettivi sottoscritti nell’ambito dell’Ue. Entrando piu’ nello specifico all’attivita’ di rendicontazione, l’Italia ritiene ”prioritario” che i contenuti della decisione corrispondano a quanto approvato a Durban, in occasione dell’ultima Conferenza sul clima. Crediamo anche – ha proseguito il rappresentante italiano – ”che un’azione di raccomandazione sui piani da parte della Commissione europea vada ben oltre le sue competenze e rileviamo che non sono chiari, tra l’altro, i criteri sulla base dei quali sara’ condotta la valutazione, e che non e’ previsto un meccanismo per la risoluzione di eventuali controversie con lo Stato membro”. Per queste ragioni l’Italia ritiene ”necessario un ridimensionamento di quelle disposizioni per approdare ad un meccanismo analogo a quello previsto per le politiche energetiche, che non sono oggetto ne’ di revisione ne’ di raccomandazione da parte della Commissione Ue”.

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