ANDREA

ZANONI

Consigliere Regionale

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Appello pro Ca’ Roman

Ca’ Roman, posto all’estremo sud dell’isola di Pellestrina, nella Laguna di Venezia, è  un sito di eccezionale interesse paesaggistico, storico e naturalistico: un’Oasi che ospita habitat preziosi e residuali e oltre 170 specie di uccelli, alcune delle quali rare e minacciate.

 

Oggi Ca’ Roman, dopo le devastazioni causate dal progetto MOSE, è nuovamente in pericolo.

 

Il  Comune  di  Venezia,  infatti,  ignorando  le  principali  osservazioni  presentate  da  diverse associazioni  ambientaliste,  ha  approvato  un  progetto  di  “recupero”  che  causerà  danni  gravi  e irreversibili all’Oasi.
Undici delle quarantadue ville bifamiliari, previste nell’ex colonia delle suore Canossiane, saranno realizzate  in  un’area  ancora  vergine,  che  garantisce  il  mantenimento  dell’unico  collegamento laguna – dune – mare ancora integro in tutto il litorale veneziano. Un’area speciale, dichiarata non edificabile  dal  PALAV  (Piano  di  Area  della  Laguna  e  dell’Area  Veneziana)  e  dove  lo  stesso Comune prevede “esclusivamente interventi manutentivi sulla vegetazione esistente”.

 

Alla  Proprietà  (Ca’  Roman  s.r.l.)  è  stata  anche  concessa  la  riattivazione  dei  pozzi  esistenti  per estrarre acqua dalla falda: una pratica proibita dalla Legge Speciale per Venezia sin dal 1973 per gli  accertati  effetti  negativi  sulla  subsidenza  del  suolo  lagunare.  Il  prelievo  d’acqua  dai  pozzi, voluto  dalla  Proprietà  solo  per  risparmiare  sui  costi  di  allacciamento  alla rete  idrica,  potrà  avere pesanti ripercussioni sugli habitat e sulle specie presenti nell’Oasi.

 

E’ evidente, inoltre, la volontà della Proprietà di realizzare, sul fronte lagunare, un attracco per le barche dei futuri proprietari delle ville con ulteriori problemi d’inquinamento delle acque e disturbo per la fauna.Ca’ Roman è, dunque, un caso emblematico di una battaglia di civiltà a tutela di un patrimonio naturale, di un bene comune riconosciuto e apprezzato da tutti a parole, ma sacrificato, nei fatti, agli interessi speculativi di pochi, potenti privati.

 

Per  cercare  di  bloccare  questa  perdita  irreversibile,  Italia  Nostra  si  è  rivolta  alla  giurisdizione amministrativa  (TAR),  ma  la  sospensiva  dei  lavori  è  stata  negata.  Oggi,  per  continuare  questa battaglia di legalità, avanti il Consiglio di Stato,  occorre disporre di almeno 4-5.000 euro.

Il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Lido si fa, quindi, promotore e garante di una campagna per la raccolta dei fondi a favore di Ca’ Roman.
Abbiamo bisogno del tuo aiuto economico e, se possibile, anche della tua disponibilità per la diffusione di questa campagna. Con il tuo aiuto possiamo fermare le ruspe ed evitare che il  partito  del  cemento  violi,  ancora  una  volta,  uno  dei  principi  fondamentali  della  nostra Costituzione: la tutela del paesaggio.

 

Coordinamento Associazioni Ambientaliste del Lido I  versamenti    vanno  effettuati  sulla  PostePay  intestata  a  Federico  Antinori,  numero  4023  6006 3898 1490 e comunicati a paolo@unaltrolido.com
Per informazioni: 3476675317
I risultati della raccolta fondi saranno pubblicati sul sito del Coordinamento: www.unaltrolido.com.

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