Venezia, 11 agosto 2016 - “È una vittoria a 360 gradi, il governo ha impugnato alla Corte Costituzionale tutti gli articoli della Legge regionale numero 18 citati nel nostro esposto”. Esulta il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni all’indomani della bocciatura da parte dell’esecutivo della legge sul nomadismo venatorio.

“Si tratta dell’articolo 65 sulla possibilità di esercitare la caccia in forma diversa da quella prescelta ovvero da appostamento fisso a vagante e viceversa, per 15 giorni, il 66 che consentiva l’attività venatoria per tutto l’anno nei campi di addestramento cani, il 68 che permetteva alle associazioni non riconosciute a livello nazionale di entrare negli organismi direttivi dei Comprensori alpini, norma voluta dal consigliere Berlato per fare entrare la sua associazione, Cacciatori Veneti. Sono stati poi bocciati anche l’articolo 69 che consentiva la caccia alle anatre dai natanti e il 71 che permetteva di sparare al cormorano che è invece una specie protetta”, precisa ancora Zanoni, ricordando l’esposto presentato insieme alle consigliere Francesca Zottis e Cristina Guarda.

“Il centrodestra si è dimostrato fortemente incompetente in materia di caccia e fauna selvatica, nonché ignorante dei contenuti delle leggi statali e comunitarie in merito. Mi auguro che l’assessore Pan e la maggioranza a trazione leghista, per evitare ulteriori figuracce, smettano di credere a tutto quello che va dicendo Berlato.  La decisione del governo ha portato alla luce che i cacciatori in deroga sono stati imbrogliati con delle promesse puramente elettorali. Senza questa bocciatura i cacciatori delle province di Treviso, Venezia, Padova, Verona e Rovigo avrebbero subìto l’invasione di quelli vicentini che sarebbero entrati nei loro Ambiti territoriali senza autorizzazione né bussando alla porta”.

QUI IL LUNGO ELENCO DELLE ILLEGITTIMITA RILEVATE DAL GOVERNO SULLA L.R.18/2016: http://www.affariregionali.it/banche-dati/dettaglioleggeregionale/?id=10881